Mobilitazione contro il rischio isolamento del territorio. La provincia si prepara ad aprire una vertenza e a scendere in piazza, o meglio in stazione, se le richieste di rivedere i tagli delle fermate dei treni rimanessero inascoltate. La data è già stata fissata, giovedì 26 gennaio, dove si chiederà la partecipazione non solo degli esponenti politici e delle categorie ma anche di tutti i cittadini. Ieri mattina in Camera di Commercio si sono ritrovati invece gli Enti locali, le associazioni di categoria, i sindacati e diversi consiglieri comunali, provinciali e regionali, per fare fronte comune sulle fermate cancellate. Tra gli intervenuti l'assessore regionale Almerino Mezzolani, i consiglieri Giancarlo D'Anna, Elisabetta Foschi, Luca Acacia Scarpetti, Roberto Zaffini e quelli provinciali Roberto Giannotti e Massimo Rognini. Nel corso dell'incontro è stata anche data lettura della lettera inviata al ministro dei Trasporti Corrado Passera e all'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti dove si richiede un immediato incontro sulla questione. In particolare la richiesta è sulle linee a lunga percorrenza dei treni Frecciabianca che passerebbero a Fano e Pesaro ma senza fare fermata. In particolare tra 20 corse di andata e ritorno verso Milano restano solo 4 fermate (2 in un senso e 2 nell'altro). Cancellate invece le fermate verso Lecce e dimezzate quelle verso Roma. "Sono rimasti collegamenti che prevedono la coincidenza con i Frecciarossa a Bologna - spiega l'assessore provinciale ai trasporti Renato Claudio Minardi - un problema dei tagli alle fermata a detta di Mauro Moretti, sarebbe il costo ma soprattutto il ritardo che le corse accumulano ma noi abbiamo calcolato la perdita di 1 solo minuto o anche meno". Entro giovedì prossimo comunque si dovrebbe avere un quadro più preciso sul trasporto ferroviario regionale; la linea Pergola-Fabriano, ora azzerata, dovrebbe recuperare almeno una corsa. Forte pertanto è stato l'appello del presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, che ha voluto l'incontro, per una mobilitazione ed una reazione forte ed unitaria. "Dobbiamo reagire subito e con forza se non vogliamo rischiare l'isolamento. Ho voluto questo incontro affinché sia percepito il rischio e affinché ognuno di voi dia un suggerimento. A Rimini questi treni fermano tutti, non possiamo stare a guardare. Oltre il 20% degli studenti che dal sud raggiungono Urbino per studiare all'Università arrivano in treno a Pesaro. Abbiamo i turisti per il periodo estivo, per il Rof e per gli eventi sportivi. Non possiamo permettere che non trovino più un modo agevole per venire in città e sul resto del nostro territorio". Anche alla Regione si chiede uno sforzo per quanto riguarda invece il trasporto su gomma tagliato del 5%.