I sindacati e i vertici aziendali hanno trovato l'accordo per la stipula dei contratti di solidarietà difensivi per le imprese non sottoposte a cassa integrazione guadagni, come previsto dall'articolo 4 dell'accordo regionale del 15 dicembre scorso. Una volta definito il piano dei servizi per il 2012, alla luce dei nuovi tagli che si aggiungeranno a quelli del 2011, tutti i dipendenti subiranno una riduzione della prestazione lavorativa cui corrisponderà una lievissima riduzione delle retribuzioni, che potrebbe oscillare tra il 5% ed il 10%, potendo, sia l'azienda che i lavoratori, accedere al fondo per l'occupazione dell'Inps. Per i lavoratori non ci sarà comunque alcuna riduzione dei contributi versati, né tagli agli assegni familiari. Ieri mattina il confronto tra le parti durante il quale l'ipotesi proposta dal presidente Santocchio e dai consiglieri di amministrazione, di tagliare orario di lavoro e stipendi del 17%, è durata giusto il tempo di essere enunciata. Il Cstp conta di recuperare da questa operazione, circa 5 milioni di euro, sempre nell'ottica di un generale risanamento dei conti teso ad evitare il baratro della liquidazione. Il prossimo passo, sempre di concerto con le organizzazioni sindacali, sarà quello di quantificare gli esuberi in maniera certa. Il primo incontro è previsto venerdì mattina, ma per giungere a una cifra definitiva, bisognerà attendere gli stanziamenti della Regione per ciascuna provincia, che non arriveranno prima del 16 gennaio. Sul tavolo ieri mattina sono rimbalzate cifre preoccupanti. Da 178 a 196 unità in esubero: queste le previsioni dell'azienda costretta a ragionare nell'ottica di un pareggio di bilancio pressoché impossibile per un'azienda di trasporto pubblico. È verosimile, dunque, che si scenderà ben oltre i 150 esuberi in totale. Successivamente verrà seguito l'iter previsto dalla legge in questi casi, che impone prima il licenziamento collettivo dei dipendenti in esubero e poi la trasformazione dei licenziamenti in contratti difensivi di solidarietà. «È un primo passo verso una risoluzione meno traumatica possibile delle questioni occupazionali - spiegano i segretari provinciali di settore della Cgil, Cisl, Uil e Cisal - Ma è importante che sia chiara una cosa: con il solo impegno delle parti sociali non si risolve la crisi. Serve liquidità e serve soprattutto che gli enti proprietari decidano di ricapitalizzare l'azienda, come è successo in altre realtà campane». Soddisfatto dell'esito del confronto il presidente del Cstp, Mario Santocchio: «I sindacati hanno compreso, data l'attuale fase di crisi, la necessità di utilizzare gli ammortizzatori sociali dei contratti di solidarietà difensivi. Ci attiveremo subito per l'attivazione delle procedure. Applicando tali contratti, potremo gestire in maniera indolore il problema degli esuberi». Sotto le finestre di Piazza Matteo Luciani, come preannunciato, c'erano anche i precari del Cstp, quei lavoratori vincitori di concorso ma che non rientrano in pianta stabile nell'organico. Da parte loro sono arrivate anche proposte concrete per tornare ad essere utili alla causa. Come, per esempio, l'idea di proporsi per lavorare il venerdì, il sabato e la domenica, quando si concentrano la maggior parte dei congedi del personale dipendente. Per ora, però, l'azienda ha le mani legate: «Ho dato la mia parola a questi ragazzi - ha spiegato Santocchio - che prorogheremo la graduatoria che li vede in lista, per tutta la durata dello stato di crisi. Mi sono assunto questo impegno e lo rispetterò, sottoponendo questa proposta al prossimo Consiglio di Amministrazione per farla deliberare in via ufficiale».