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Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Liberalizzazioni - Tassisti in rivolta, sciopero il 23. Lettere intimidatorie spedite a Federfarma

ROMA. Non ci stanno a vedere raddoppiare le licenze da un esecutivo che non vuole ascoltarli. «Questo governo ci sta sfondando il cranio» urla un autista di Fiumicino. «Non si tratta» grida un altro. Superando contrasti e divisioni, dopo sei ore di trattativa sofferta, i tassisti d'Italia riuniti nel parlamentino di Bologna scelgono la linea dura. La «casta dei poracci», così si definiscono, va allo scontro per protestare contro il decreto sulle liberalizzazioni che il governo sta cucinando a Palazzo Chigi per metterlo sul piatto il 19 gennaio. Diciannove sigle sindacali trovano una linea comune tra gli oltranzisti della protesta e gli attendisti e proclamano per il 23 gennaio lo sciopero nazionale. A precedere la serrata sarà un'assemblea che si terrà al circo Massimo di Roma lunedì prossimo, 16 gennaio, giorno nel quale una delegazione punterà sulla sede dell'Antitrust per «contrastare i dati falsi sulle licenze». La parola d'ordine è non rompere le righe: «Dobbiamo restare uniti, è così che nel 2006 abbiamo vinto» ammonisce chi ricorda il trionfo contro le «lenzuolate» dell'allora ministro Pierluigi Bersani. Il Codacons, però, parla di protesta infondata e annuncia l'intenzione di presentare «una raffica di denunce» in caso di blocchi stradali, mentre su Twitter gli utenti lanciano un contro-sciopero dei cittadini per il 20 gennaio con lo slogan «Meno taxi per tutti».
L'avvio delle liberalizzazioni mette in moto anche la macchina delle intimidazioni. Dopo Equitalia (anche ieri oggetto di minacce a Milano) il bersaglio sono i rappresentanti dei farmacisti. Due lettere contenenti siringhe sono state recapitate alla presidente di Federfarma Annarosa Racca e al senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente dell'Ordine dei farmacisti Bari, dopo che un plico simile era arrivato due giorni fa a Monza al presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti Andrea Mandelli. Erano attese: lunedì, infatti, una telefonata anonima arrivata al 112 di Roma aveva annunciato l'invio di cinque lettere, tutte intercettate dagli artificieri. I plichi, che contenevano una piccola quantità di polvere pirica, sono stati spediti il 7 gennaio.
«Non mi farò intimidire» ha detto Annarosa Racca, accusando i media: «È stata fatta da certi giornali una vergognosa criminalizzazione dei farmacisti e la conseguenza sono questi atti». Federfarma, che ha rivelato che buste simili sono state recapitate alla sede romana, ha chiesto un incontro urgente al ministro dell'interno Annamaria Cancellieri. «Massima solidarietà» è stata espressa dal ministro della Sanità Renato Balduzzi.

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