Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.933



Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Via i corporativismi per salvare il Patto» Chiodi dopo lo strappo delle associazioni. «Ho toccato tanti orticelli, per questo mi attaccano»

PESCARA - Il Patto per lo sviluppo che va in frantumi, l'Arpa che minaccia tagli ai posti di lavoro, la commissariale Sge messa sotto pressione da un esponente della stessa Giunta regionale. Non sembra un gran momento per il governatore e bi-commissario Gianni Chiodi.
Presidente Chiodi, cominciamo dal destino del Patto. Cna, Confartigianato e Confesercenti hanno sbattuto la porta, la gioiosa macchina da guerra pro-Abruzzo è un ricordo.
«Io ritengo che il Patto abbia un senso se è un nuovo modo di confrontarsi prendendo atto che la realtà è cambiata. A partire dalle risorse: non ce ne sono più, o meglio sono poche. Anch'io ne vorrei avere tante, di risorse, ma la situazione è questa, e non mi sento di aumentare le tasse o di indebitarci ipotecando il futuro dei nostri giovani per costruire nuove risorse. La Regione non può sborsare di tasca sua quello che lo Stato taglia. Se vogliamo salvare il Patto dobbiamo contare sulle risorse che ci sono, il Patto non è una lista della spesa. E le associazioni debbono rinunciare agli interessi corporativi».
Ma le associazioni la accusano di aver stornato verso altre destinazioni i fondi per le attività produttive. E di aver affossato i confidi.
«Non scherziamo. Il fondo unico per le attività produttive lo ha tolto lo Stato. E l'ultimo di cui abbiamo avuto disponibilità è servito a pagare i mutui contratti proprio per le attività produttive dalle precedenti Giunte. I confidi? Abbiamo preparato una buona riforma. In Lombardia i confidi sono 19, qui sono 78, alcuni piccolissimi e non in grado di aiutare gli imprenditori. Magari, però, aiutano gli orticelli, interessi particolari e inconfessati».
Siamo al muro contro muro. Difficile ritrovare una strada comune per il Patto.
«Il Patto vive se la politica fa un passo indietro e le associazioni ne fanno uno avanti, oltre il corporativismo».
Altra spina: i trasporti. Il presidente dell'Arpa annuncia tagli al personale se nascerà un'azienda unica, e chiede aumenti del prezzo dei biglietti.
«Il prezzo dei biglietti non si tocca. Quanto all'azienda unica, Il Sole-24 Ore ci ha celebrati come Regione che sta lavorando meglio per un'aggregazione forte ed efficiente delle aziende in materia di trasporti. Razionalizzare il sistema è imprescindibile. Costa troppo. Oggi il bilancio della Regione non è toccato dalla sanità, perchè la paga il Governo e non più il cittadino che doveva ripianare i debiti. Oggi la maggiore spesa, per noi, è rappresentata dal sistema dei trasporti. Non siamo più in grado di mantenerlo. Va razionalizzato. Stiamo riflettendo sulla fusione delle aziende e così sarà se le condizioni saranno quelle giuste, insomma se ci sarà risparmio. Peraltro il processo di fusione non ostacola le possibilità di privatizzazioni o liberalizzazioni, specie se il Governo Monti accelererà sulle liberalizzazioni proprio nel settore dei trasporti, come io auspico. Faremo i bandi e valuteremo. L'importante è che si risparmi e che si garantisca un servizio efficiente ai cittadini. Il resto sono chiacchiere e difesa ad ogni costo dei propri orticelli».
Lei vede orticelli dappertutto, presidente. Una visione decisamente agricola ma non esattamente positiva della realtà abruzzese.
«Io vedo che qui da noi c'è una forte opposizione al cambiamento. Ma non mi fermeranno. Io l'ho salvata, questa Regione, dal default in cui era dal 2007, anche se nessuno vuole riconoscermelo. Eravamo come la Grecia, ora abbiamo i conti in ordine. Come si pensava di farcela senza toccare la spesa? Invece l'abbiamo toccata e sì, certo, abbiamo toccato gli orticelli. E allora sono in molti a insorgere. Quelli degli orticelli. Insorgano pure».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it