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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Liberalizzazioni - I tassisti abruzzesi: liberalizzazione negativa

PESCARA. I tassisti abruzzesi sono in fermento per la possibile liberizzazione del settore. Ad affermarlo è il presidente regionale Uritaxi Antonio Abagnale definendo la situazione abruzzese «già molto critica». «Alcune città come Teramo e Pescara», spiega, «viaggiano ancora con tariffe ferme dal 2001, inoltre per tutto il 2012 tutti i treni in arrivo e in partenza dalle ore 1 alle 5 del mattino non si fermeranno più in Abruzzo rendendo inutile il servizio notturno. Per non parlare di città turistiche come Giulianova, Alba Adriatica, Tortoreto, Martinsicuro, Vasto e Ortona che nei mesi invernali fanno la fame. E i colleghi aquilani, dopo il terremoto stanno ripartendo come anche quelli di Sulmona che lamentano la poca richiesta di taxi».
Secondo Abagnale liberalizzare il settore taxi vorrebbe dire perdere il lavoro, «visto che già adesso arriviamo con difficoltà a fine mese». La liberizzazione, ritiene il presidente Uritaxi, non porterà benefici a nessuno. «Anzi», aggiunge, «è una truffa ai danni dei consumatori. I prezzi, anziché diminuire, aumenteranno perché entreranno nel mercato grandi società che, assumendo autisti dipendenti, si faranno carico di costi superiori a quelli che sostengono oggi i tassisti che lavorano in proprio, senza tredicesime, tfr e malattia: non avremo maggiore concorrenza, ma oligopoli capaci di far aumentare le tariffe che oggi sono tra le più basse d'Europa».
Uritaxi ricorda che il governo ha fatto un patto con il settore poche settimane fa, escludendolo dalle liberizzazzione. «Invito tutti i tassisti abruzzesi il 16 gennaio al circo Massimo a Roma», conlude Abagnale, «per difendere i nostri diritti».

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