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Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Autisti travestiti da Renzi sfilano in Fortezza. Saltato lo sciopero va in scena la protesta: travestiti come il sindaco, sfilano a Pitti (La protesta degli autisti mascherati da Renzi - guarda)

Modello "Renzi sindaco re di Firenze". Modello "Renzi Napoleone". Modello "Renzi footing", "Renzi stile volantino funerario" e "Renzi intimo". I sindacati di Ataf hanno inscenato una vera e propria sfilata, di protesta, contro il sindaco e la sua scelta di vendere l'azienda di trasporto. Davanti alla Fortezza da Basso, nel bel mezzo di Pitti Immagine, hanno steso a terra una striscia di stoffa rossa a fare da passerella e gli autisti mascherati hanno sfilato con i mille volti del sindaco: «Visto che gli piace tanto apparire sulle copertine, eccolo qua, nelle vesti che gli piacciono di più», dice il coordinatore Alessandro Nannini.

I sindacalisti di Ataf sarebbero dovuti essere in sciopero per la seconda giornata di Pitti Immagine, ma la commissione di garanzia del ministero ha bloccato la proclamazione a data da destinarsi. Così la rsu dell'azienda ha deciso di organizzare la colorata protesta. Partenza da piazza Stazione, ore 11,30. In testa un carrello appendi abiti: "Ecco le divise dei lavoratori di Ataf in svendita". Trombette, cori e megafoni hanno accompagnato il corteo fino alla prima tappa: Pitti W in via Valfonda. I tanti fuori dagli stand hanno sgranato gli occhi quando hanno visto arrivare il corteo con i tanti Renzi mascherati.

Gli autisti Ataf sfilano a Pitti... da Renzi

Gli autisti Ataf sfilano a Pitti... da Renzi

E fra foto e sorrisi hanno guardato la prima sfilata Pitti Renzi Immagine: «Tutto questo è perchè avremmo dovuto scioperare contro la privatizzazione dell'azienda, ma non abbiamo potuto farlo», spiega Nannini. Altra tappa, la Fortezza da Basso, dove gli sguardi dei passanti sembrano essere molto meno divertiti. "It's a protest", dice un passante all'amico accanto, senza farci caso più di tanto. Stesso repertorio: tappeto rosso e sfilata dei vari modelli Renzi. E alla fine il coro: "Ataf è nostra, non si tocca, protesteremo con la lotta".

La protesta arriva all'indomani del voto sulla vendita dell'azienda di trasporto.«Una forzatura senza senso». Persino Simone Gheri, da sempre favorevole alla privatizzazione di Ataf, è arrabbiato per l'accelerata che ha subito il processo di vendita dell'azienda di trasporto pubblico. Ieri l'assemblea dei soci ha votato (dopo la riunione del patto parasociale, andata deserta) la privatizzazione di Ataf, già scelta dal Consiglio comunale di Firenze con il contestato (dai sindacati) voto dello scorso 22 dicembre. «Votata a maggioranza» si legge nel comunicato ufficiale. «Se l'è votato da solo Matteo Renzi» sibilano gli altri primi cittadini: perché ha votato a favore solo Firenze. Tutti, anche quelli favorevoli alla privatizzazioni, con sentimenti dal perplesso all'amareggiato.

La Piana ha votato no: i Comuni di Sesto, Calenzano e Campi erano pur disposti a privatizzare ma solo dopo la gara regionale. Gli altri Comuni (Scandicci, Bagno a Ripoli, Vaglia, Fiesole, Impruneta) volevano che fossero i rispettivi Consigli comunali a sancire con un voto la vendita. Non sarà così: Renzi ha chiesto, forte del suo 82 per cento di azioni, di votare subito. «Si parla tanto di città metropolitana: così non si costruisce, si rompe e basta. Sono amareggiato, bastava qualche giorno e ci poteva essere il supporto anche di altri Consigli comunali. Ora faranno tutto loro: noi potremmo puntare a riavere subito le nostre quote» si sfoga Gheri. «Avevo già convocato il Consiglio» aggiunge il sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato. «Oggi abbiamo venduto, anzi, hanno venduto Ataf» incalza Gianni Gianassi di Sesto, che ricorda: «Mai stati ideologicamente contrari: volevamo solo che i privati potessero entrare dopo che era stata fatta la gara regionale. Il solito metodo di Renzi: faccio a meno di chi non la pensa come me». Vendere dopo la gara sarebbe stato un modo, pensano nella Piana, per valorizzare l'azienda, che (pare) invece sarà venduta con una base d'asta di 8 milioni di euro (patrimonio immobiliare e paline rimaranno in una società tutta pubblica). La Cgil «poteva anche lavorare all'ingresso del privato in forma minoritaria. Ma è avvenuta con una tempistica fuori dal mondo. Ed è sbagliata, fatta così».

E sono apparsi anche altri volantini contro Renzi. Dall'assemblea dei soci Ataf è emerso che nella gara di privatizzazione ci sarà una clausola per cui Ataf privata dovrà stare dentro al consorzio toscano che parteciperà alla gara regionale del trasporto pubblico. Renzi non ha sciolto il nodo se il Comune concederà anche la propria quota parte di rete alla gara stessa. Una «guerra dei nervi» con la Regione per ottenere più fondi? Forse. Così come è probabile, dato che nella privatizzazione di Ataf verrà inserito il 49 per cento di Gest, la società della tramvia, che a essere prioritariamente interessati alla gara fiorentina saranno i francesi di Ratp, soci di maggioranza in Gest. Se vincessero la gara di Ataf, avrebbero un peso maggiore nel consorzio che parteciperà al bando regionale.

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