GEOPOLITICA Il senatore del Pd primo firmatario della mozione: il governo ora deve impegnarsi per il suo sviluppo
PESCARA. «Il governo deve impegnarsi per lo sviluppo della Macroregione adriatico-ionica perché interessa tutta la parte orientale del nostro Paese. E' una straordinaria opportunità per stare a testa alta in Europa, per esercitare una leadership sugli altri Paesi dell'area».
Lo ha detto il senatore abruzzese del Pd, Giovanni Legnini, intervenendo, ieri, in aula per presentare la mozione di cui è primo firmatario, e che ieri il Senato ha approvato a larga maggioranza (contro solo il voto di un senatore della Lega Nord). «L'Italia sia in prima fila per la promozione e la creazione della macroregione adriatico-ionica, un grande progetto geopolitico, economico e culturale», aveva detto Legnini introducendo, l'altro ieri, l'incontro promosso da gruppo parlamentare del Pd, al quale avevano partecipato anche senatori dell'Idv, di Fli e del gruppo misto, con il presidente della Regione Marche Gianmario Spacca, in previsione della mozione a sua firma che, ieri, è stata votata e approvata nell'aula di Palazzo Madama.
«Le macroregioni», ha spiegato, ieri, Legnini nel suo intervento, «non sono un nuovo livello istituzionale, un nuovo organismo, un nuovo ente, ma rappresentano la declinazione delle politiche dell'Unione europea per macroaree, al fine di favorire il coordinamento degli interventi delle politiche per la coesione con i programmi settoriali. Non è un caso che l'Europa abbia accompagnato il pronunciamento e, anzi, la sollecitazione sulla strutturazione di macroregioni in sede europea con tre no: no a nuovi regolamenti, no a nuovi organi e no a nuovi fondi. Non si prevede, quindi, di creare sovrastrutture aggiuntive rispetto a ciò che già esiste».
«E' necessario», ha proseguito il senatore abruzzese del Partito democratico, «che il governo si attivi con decisione nella sua opera rafforzamento del ruolo del nostro Paese nella definizione della strategia della macroregione che ha delle dirette ricadute nella programmazione nazionale, economica ed infrastrutturale, nella definizione delle politiche ambientali, energetiche e turistiche, oltre che, ovviamente, nella politica estera. Non potremmo prescindere da questa realtà».
«Parliamo di un piano d'azione», ha aggiunto Legnini, «di enorme rilievo per l Abruzzo e per le sue piccole imprese, per la rete infrastrutturale, per la politica energetica, per l'ambiente e per il turismo. D'altronde i grandi investimenti europei in infrastrutture passano per i "corridoi" e l'Abruzzo, ad oggi, ne è tagliato fuori: il corridoio più vicino a noi parte da Helsinki e si ferma a Ravenna. Così come siamo fuori, assieme a pochissime altre regioni, dagli investimenti in Alta velocità e Alta conduzione».
«Dobbiamo respingere questo nuovo rischio di isolamento. Ecco perché», ha concluso Giovanni Legnini, «la Macroregione adriatico-Ionica è un'opportunità che riguarda ogni abruzzese».