Cosi' il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, considera lo scorporo della rete ferroviaria dal Gruppo Fs, previsto nella bozza del dl sulle liberalizzazioni, sottolineando in una nota che ''questo giudizio lo sosteniamo a livello europeo, nell'ambito della nuova direttiva che sta predisponendo la Commissione e per le stesse ragioni lo sosteniamo in Italia. Nel nostro paese queste ragioni sono rafforzate dalla condizione patrimoniale di Trenitalia, oggi notevolmente sottocapitalizzata e fortemente indebitata''.
Secondo Nasso, ''un attimo dopo lo scorporo la stessa azienda dovrebbe ricevere dalla proprieta' sostegni pubblici non consentiti dall'Europa, oppure subire, a sua volta, un rapido processo di smembramento, svendita e privatizzazione''.
''L'ipotesi di separazione - spiega il segretario nazionale della Filt - rappresenterebbe un regalo ad interessi particolari, diversi da quelli generali del Paese, inspiegabile dal punto di vista economico, industriale e finanziario, che cancellerebbe l'opzione stessa di impresa ferroviaria nazionale, affiderebbe il servizio ad un inevitabile ed ulteriore peggioramento e pregiudicherebbe qualsiasi prospettiva di sopravvivenza per l'industria italiana di costruzione ferroviaria. Produrrebbe in sostanza un effetto recessivo per l'economia nazionale, l'esatto contrario della crescita alla base delle intenzioni dichiarate dal Governo con i decreti in via di emanazione''.
Secondo Nasso, ''l'assetto ferroviario e' tema di carattere europeo e, in Italia, prima ancora che un problema giuridico, deve diventare un tema di politica economica, di politica industriale e di politica dei trasporti. Affrontarlo come sembra voler fare il Governo non lo e' e per questo, se confermati - sostiene infine il numero uno della Filt - giudichiamo sbagliati questi orientamenti e faremo tutto cio' che e' possibile per impedire che cio' accada''.