Due le novità del decreto per le Ferrovie italiane: la bozza allo studio prevede l'eliminazione del contratto collettivo di settore e lo scorporo della rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato. L'articolo 23 stabilisce che le azioni di Rfi (la società di Ferrovie che gestisce gli orari e le linee su ferro) vengano cedute al ministero dell'Economia e delle finanze, che esercita i diritti dell'azionista d'intesa con il ministero dello Sviluppo economico. L'obiettivo è «consentire il raggiungimento di una piena autonomia ed indipendenza del gestore dell'infrastruttura ferroviaria dalle imprese operanti nel settore dei trasporti». Un altro capitolo del decreto è dedicato ai trasporti, in particolare le tariffe autostradali saranno definite da gennaio 2013 con il criterio del price cap (prezzo controllato) dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, che avrà tra l'altro, competenze su autostrada, ferrovie, porti, aeroporti, mobilità urbana legata a stazioni.
Per il settore autostrade, entro il 31 dicembre 2012 e con effetto dall'anno successivo, i sistemi tariffari dei pedaggi relativi alle concessioni in essere saranno rivisti «applicando il metodo del price cap, con determinazione dell'indicatore di produttività a cadenza quinquennale per ciascuna concessione».