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Data: 13/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Sevel, il giudice reintegra due licenziati. La Fiat deve assumere con contratto a tempo indeterminato gli ex operai interinali

La sentenza può aprire la via ad altri lavoratori nelle stesse condizioni Fiom: ora si rischia una guerra fra poveri

LANCIANO. Lacrime e abbracci hanno accolto, ieri pomeriggio poco dopo le 14, la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Lanciano, Flavia Grilli, che reintegra sul posto di lavoro i primi due dei 150 lavoratori interinali licenziati tra il 2008 e il 2009 dalla Sevel. Si chiamano Costantino Manes e Flavia Murolo i precari che hanno aperto ieri la prima breccia nei confronti del colosso Fiat.
Dietro di loro, promettono avvocati e sindacati, ne verranno altri, a decine, forse a centinaia.
Con la sentenza lancianese si è aperta una lotta giudiziaria per il posto di lavoro in uno dei periodi forse più difficili dalla crisi del 2008, dove la sicurezza di un posto di lavoro ha un peso specifico importante.
Costantino e Flavia sono entrambi di Termoli ed entrambi avevano creduto, almeno per un po', al miraggio del posto fisso in fabbrica. I due dipendenti avevano lavorato per la fabbrica del Ducato Fiat con più contratti di somministrazione tramite un'agenzia interinale, la G-Group spa e attendevano, dopo circa tre anni di lavoro nella fabbrica di contrada Saletti, di passare al contratto a tempo indeterminato.
Tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, assieme ad altre centinaia di lavoratori (in tutto oltre 400), Costantino e Flavia sono stati però licenziati per effetto della crisi. Quando nel 2011 l'azienda ha ricominciato ad assumere, la Sevel non ha pensato a loro, ma ad altre 150 persone che li hanno di fatto sostituiti. Di qui il ricorso, impugnato davanti al giudice del lavoro da 150 di quegli oltre 400 precari licenziati, e la vittoria, ieri, dei primi due dipendenti ingiustamente licenziati.
Da oggi, Costantino e Flavia sono a disposizione per essere richiamati dall'azienda e per essere reintegrati sul posto di lavoro a tempo indeterminato. La Sevel è stata condannata anche al pagamento di sei mesi di stipendio arretrati.
La lettura della sentenza da parte del giudice Grilli è stata accolta con commozione dai presenti. Oltre ai due ricorrenti, c'erano anche altri lavoratori che hanno presentato richieste simili. E tanti altri aspettano solo di formalizzare i loro ricorsi.
«Accogliamo con soddisfazione la sentenza», ha commentato Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom-Cgil, «perché non abbiamo mai firmato gli accordi che non richiamavano sul posto di lavoro quei 400 precari che avevano lavorato per l'azienda per 36 mesi».
«A questo punto», ha aggiunto Di Rocco, «si apre un problema sociale: tutti i lavoratori licenziati dovranno essere reintegrati. Chiediamo un incontro urgente tra azienda e sindacati perché si rischia una guerra tra poveri, ovvero tra chi deve rientrare in fabbrica per diritto e chi nel frattempo è stato assunto».
Secondo le stime della Fiom, circa 300 operai licenziati hanno fatto ricorso e attendendo soltanto l'esito dei primi che hanno impugnato il licenziamento.
Nei prossimi giorni, gli avvocati dei due ricorrenti hanno annunciato una conferenza stampa.

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