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Data: 13/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
In Parlamento le spese fuori controllo della Sge. Idv: Monti chiarisca come Chiodi impiega i fondi della struttura d'emergenza all'Aquila

Il coordinatore: «Il presidente non si dimetterà da commissario: il partito non glielo consente»

PESCARA. «Se deve continuare lo stato di emergenza per un altro anno, occorre una nuova figura istituzionale che aiuti veramente ad uscire dalla situazione di stallo, dalla palese incomunicabilità delle istituzioni locali e regionali, dalla paralisi confusionale per le quali gli aquilani stanno ancora aspettando e pagando». E' quella del commissario Chiodi la figura istituzionale che deve cambiare secondo Alfonso Mascitelli.
Mascitelli, senatore e segretario regionale dell'Idv, ieri mattina, ha depositato in Senato un'interrogazione parlamentare in cui si chiede al governo Monti «una informativa dettagliata sulle modalità con cui vengono utilizzate le risorse per la ricostruzione, in rispetto a quanto prescrive una legge dello Stato».
Il tema è quello delle spese della Sge, la Struttura per la gestione dell'emergenza del post-terremoto all'Aquila che fa capo ai poteri del commissario straordinario, il presidente della Regione, Gianni Chiodi. Un tema portato alla ribalta da un'inchiesta del Centro.
«Il governo Monti», dice Mascitelli, «ha prorogato con un decreto dello scorso mese lo stato di emergenza per L'Aquila e gli altri comuni terremotati sino al 31 dicembre 2012 e con esso la fase commissariale, questo, però, non può significare che debba continuare lo stato confusionale che sta immobilizzando la vera ricostruzione e la mancanza di trasparenza nella gestione delle strutture commissariali dell'emergenza, che hanno un costo elevato per la comunità e quindi hanno il dovere di garantire un servizio efficiente e trasparente per tutti i cittadini aquilani. Per questo abbiamo chiesto al governo Monti di venire urgentemente a riferire in Parlamento sullo stato di avanzamento del processo di ricostruzione, anche con un riferimento dettagliato alle modalità di utilizzo delle risorse stanziate per questo scopo».
«Dopo l'ultima informativa, data al Parlamento dall'allora sottosegretario Bertolaso nell'ottobre 2010, sono successe molte cose e al tempo stesso nulla è cambiato», prosegue il senatore dell'Idv. «Riprendere e aggiornare una discussione seria sulla situazione dell'Aquila ci aiuterà a riportare, a livello del Parlamento nazionale, L'Aquila al centro dell'attenzione, ci aiuterà a riproporre il problema della ricostruzione come questione nazionale e a superare definitivamente quei rapporti amicali che, in passato, hanno legato il commissario Chiodi al precedente governo Berlusconi e che non hanno prodotto nulla di più o di meglio di quanto ottenuto dalle altre regioni in analoghe situazioni».
«Perché è chiaro, al di là degli ingenui auspici di esponenti di altri partiti», aggiunge Mascitelli, «che Chiodi non si dimetterà mai da commissario per la ricostruzione. Non perché non sia tentato dal farlo, vista la situazione in cui si è impantanato, ma perché non glielo consentiranno di farlo gli stessi uomini del suo partito, che intorno alla ricostruzione hanno costruito un centro di potere clientelare, a cui non vorranno rinunciare». L'alternativa, secondo il segretario dell'Idv, «potrà essere la nomina di un nuovo commissario, capace di essere garante e non di parte, in seguito alla presa di coscienza da parte del nuovo governo di quanto sta veramente accadendo all'Aquila».

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