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Pescara, 08/04/2026
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14/01/2012
Il Centro
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Liberalizzazioni, la battaglia dei taxi. Assemblee e blocchi in tutta Italia, a Roma assalto e fischi contro chi non rispetta lo stop |
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Caos e disagi in stazioni e aeroporti oggi in programma nuove proteste «Il governo deve starci a sentire» ROMA. L'esasperazione dei tassisti contro le liberalizzazioni dei professori ha bloccato le grandi città italiane. A Roma e Napoli, a Milano e Torino così come a Bologna e Trieste, le auto bianche si sono fermate e scatenando il caos in stazioni e aeroporti, con gravi disagi per migliaia di persone. La rabbia è esplosa nella Capitale durante il presidio spontaneo di fronte a palazzo Chigi. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro i pochi taxi circolanti e i tassisti riuniti nel sit-in hanno divelto dalla carrozzeria dell'auto di un collega il numero della licenza, accompagnandosi con fischi e calci. «Vergogna» hanno urlato al passaggio delle vetture dei «crumiri». Per qualche minuto in via del Corso il traffico è stato bloccato. Lo stop, che avrebbe dovuto riguardare solo le auto libere dal servizio ha coinvolto invece la maggior parte di coloro che avrebbero dovuto essere di turno. «Già oggi facciamo la fame, adesso cosa ne sarà di noi?» si è chiesto Daniele, laureato in Architettura e tassista per necessità. «Io guadagno 70 euro al giorno, ma devo pagare gasolio, radiotaxi, contributi. Mi rimane poco per mangiare». «Da noi che vogliono? - hanno urlato - Nessuno ci ascolta, ma Roma è come una torta e quindi più la dividi e meno mangi. Se ti arriva il doppio dei tassisti è un casino». «Sono costernato per i disagi, ma la liberalizzazione equivale alla morte» ha commentato con preoccupazione il segretario dell'Ugl Taxi Pietro Marinelli. I problemi maggiori si sono registrati dalle prime ore del mattino e fino a tarda sera nell'aeroporto di Fiumicino, dove agli stalli si sono formate lunghe code. «Una pessima sorpresa - ha commentato un imprenditore milanese - legittimo manifestare, ma gli scioperi vanno comunicati. Qui c'è il deserto generale». Mentre si annunciano per oggi nuove proteste, con un presidio dalle 9 di fronte a Palazzo Chigi, l'Autorità di garanzia sugli scioperi ha scritto al ministro dell'Interno, ai prefetti e ai sindacati perché valutino se non ricorrano gli estremi per arrivare a un'ordinanza di precettazione. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ieri ha incontrato in Campidoglio una delegazione di tassisti e lanciato loro un appello a interrompere la protesta (poi accolto dai rappresentanti di categoria), ha chiesto al governo di incontrare i manifestanti «così come tutte le altre categorie investite dalle liberalizzazioni», sottolineando «che una deregolamentazione sbagliata del servizio taxi sarebbe un problema anche per i Comuni». Ha confermato il suo appoggio alla protesta Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, dove ieri per il secondo giorno il servizio è stato interrotto e piazza del Plebiscito invasa dalle auto bianche, con deroghe solo per disabili, anziani e urgenze: «Rappresenterò le loro istanze al governo la prossima settimana» ha detto, «in un momento di crisi così dura non mi sembra una misura urgente». I tassisti premono per una convocazione immediata. Se l'incontro non ci sarà, blocchi e assemblee continueranno: «I tassisti sono pronti a fare la loro parte, ma non sono l'agnello sacrificale per nessuno», ha detto il segretario di Unica-Cgil Taxi Nicola Di Giacobbe. «Quando non c'è il dialogo si istiga alla rivolta», ha affermato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, chiedendo al governo un confronto «trasparente» perché la strada delle riforme - ha sottolineato - non può essere quella di sospendere «la partecipazione e quindi la democrazia. I tassisti non sono stati consultati, e questo è sbagliato». Contro il provvedimento, ha promesso ai tassisti riuniti in assemblea alla Stazione centrale di Milano il deputato del Carroccio Marco Desiderati, la Lega è pronta «alla resistenza fisica»
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