ROMA- Oggi i taxi, domani le farmacie e i benzinai. E forse anche i servizi postali e le ferrovie. L'Autorità di garanzia sugli scioperi nei pubblici servizi essenziali si trova alle prese con una valanga di agitazioni, anche selvagge, messe in atto senza alcun preavviso, come quella dei tassisti che sta paralizzando le città.
Presidente Roberto Alesse, di fronte allo sciopero improvviso dei tassisti, l'Autorità di garanzia ha scritto ai prefetti e ai sindaci per verificare se ci siano le condizioni per una precettazione. Sarete costretti a prendere questa misura?
«L'Autorità che presiedo cerca innanzitutto di garantire anche il diritto allo sciopero, previsto dalla Costituzione, purché venga esercitato nei modi e nelle forme previsti dalla legge che lo regola, la 146 del 1990, che fissa i paletti per un corretto e ordinato svolgimento delle agitazioni sindacali».
Preavviso che nel caso dei tassisti non c'è proprio stato..
«No, abbiamo solo ricevuto la comunicazione relativa allo proclamazione dello sciopero nazionale del 23 gennaio, che, allo stato attuale, appare regolare. Ma, dopo i fatti di ieri, ci troviamo di fronte a forme patologiche di agitazione sindacale perché si tratta di blocchi spontanei del servizio, dietro i quali non appaiono soggetti sindacali ben identificabili».
Si annunciano altri scioperi selvaggi? Magari da parte dei farmacisti? Come potrete intervenire per evitarli?
«Al momento, non abbiamo notizie in merito e non ci è pervenuta nessuna comunicazione. Quanto ai tassisti, visto che l'agitazione di ieri ha provocato disagi all'utenza e all'economia delle maggiori città italiane, abbiamo chiesto ai prefetti di verificare se ci sono le condizioni per l'esercizio del potere di precettazione, direttamente da parte delle autorità preposte, oppure su segnalazione dell'Autorità di garanzia. Abbiamo inoltre chiesto a sindaci e prefetti di verificare se durante l'agitazione non programmata sono stati garantiti i servizi essenziali alle categorie protette, disabili, malati, anziani, e se i taxi hanno circolato nelle fasce orarie protette, dalle 22 ale 4 del mattino».
E se ci fossero state delle inadempienze?
«Le rilevazioni sono in corso. Ma auspichiamo che anche i cittadini ci segnalino quelle società o quei tassisti che rifiutano un servizio a chi ne ha assoluta necessità. Al momento, pare che le lamentele non manchino. Se verranno accertati questi fatti, l'Autorità si troverà nella condizione di comminare delle sanzioni pecuniarie ai soggetti inadempienti».
L'astensione dal lavoro improvvisa dei tassisti però non è stata decisa dalle organizzazioni sindacali..
«In questo caso, la sanzione dipenderà dalla gravità dell'azione e potrebbe essere comminata alle cooperative dei tassisti, alle società, ma anche ai singoli che non abbiano garantito il livello minimo di servizi pubblici essenziali all'utenza».
Presidente Alesse, l'Autorità di garanzia potrebbe anche spendersi per una mediazione? Magari sollecitare un incontro tra i tassisti e il governo?
«L'Autorità può svolgere un ruolo di mediazione. Del resto, uno dei nostri compiti istituzionali è il raffreddamento dei conflitti collettivi di lavoro. In questo contesto siamo di fronte a un'emergenza e a una fase patologica delle agitazioni e siamo tenuti per legge a monitorare la situazione e a intervenire per disciplinare il diritto all'esercizio del diritto di sciopero, evitando interruzioni improvvise dei servizi pubblici essenziali o alterazioni del loro funzionamento».