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Pescara, 26/05/2020
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Data: 15/01/2012
Testata giornalistica: cityrumors.it
Trenitalia taglia: la Filt Cgil chiede un faccia a faccia con il ministro Passera. "La Regione Abruzzo prenda spunto da Vendola"

Pescara. A distanza di un mese dai tagli che hanno colpito la rete ferroviaria adriatica e dal licenziamento di cinquecento dipendenti, la Filt Cgil chiede un incontro urgente con il Governo e con il nuovo ministro Passera.

La soppressione dei treni notturni che collegano la costa adriatica con il Nord Italia e di alcune corse che insistono sulla città di Pescara, l'aumento delle tariffe e il progressivo peggioramento della qualità del servizio ferroviario spingono il sindacato a focalizzare l'attenzione sull'insufficienza della rete dei trasporti pubblici. "L'isolamento del capoluogo adriatico è ormai una triste realtà", chiosa il segretario cittadino della Filt Cgil Franco Rolandi, "un fenomeno che costituisce la naturale conseguenza di un'amministrazione comunale assolutamente assente alle tematiche della mobilità collettiva e sostenibile".
La richiesta di un incontro urgente con i rappresentanti del Governo nazionale è stata avanzata trenta giorni dopo la diminuzione delle corse e il licenziamento dei cinquecento lavoratori del servizio appalti di Trenitalia, che si occupavano dell'accompagnamento notturno, della manutenzione, pulizia e logistica dei mezzi. Rolandi sollecita le Istituzioni locali affinché si concretizzi un urgente faccia a faccia con il ministro Corrado Passera alfine di poter esporre le problematiche della linea adriatica, le difficoltà di collegamento con le città settentrionali e il sostanziale aumento delle tariffe. Gli esempi aiutano a capire meglio le difficoltà dei pendolari e dei turisti: per spostarsi da Pescara a Bologna, una distanza di appena 350 chilometri, il treno Intercity in partenza alle 6,48 dalla stazione centrale impiega ben 4 ore e 51 minuti, per una velocità media di poco superiore ai 70 chilometri orari. Inoltre la tariffa minima per raggiungere Milano è passata dai 42 euro di un mese fa agli attuali 62,50: un aumento del 48,8 per cento. Per un treno Pescara-Torino, invece, oggi si spendono 69 euro invece dei 44 euro pagati in precedenza (il 55 per cento in più). Maggiore l'impennata per Verona: a fronte dei 28 euro di trenta giorni addietro, si spendono adesso 51,75 euro, l'84 per cento in più. Ancora per arrivare a Venezia bisogna sborsare 60,5 euro invece di 35: il 72 per cento in più. Diminuiscono anche le corse dirette, quelle cioè che non necessitano di un cambio, con enormi disagi per gli utenti.

L'invito della Filt Cgil è rivolto, in particolar modo, alla giunta Chiodi: "Se i telegrammi e le richieste ufficiali d'incontro si sono rivelate inconcludenti", dice Rolandi, "è necessario che il presidente alzi il tiro e assuma direttamente l'iniziativa, prendendo magari spunto dalla giunta Vendola, che ha avviato una class-action contro i tagli, per la salvaguardia del diritto alla mobilità del cittadino".

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