Sulmona Arrestato con l'accusa di violenza sessuale un 59enne del Chietino
SULMONAEra salita due ore prima sul treno in partenza da Roma Tiburtina direzione Pescara e mentre si era appisolata sul sedile, nei pressi della stazione di Sulmona, è stata palpeggiata da un uomo che era seduto lì di fianco. È accaduto intorno alle 17,30 di venerdì. La ragazza romana, minorenne, si era quasi addormentata sul suo sedile e sapeva di avere al suo fianco un uomo di mezza età. Lo aveva visto mentre si accomodava, un normale signore che, almeno dall'apparenza, non destava nessuna preoccupazione. Ma mentre era in dormiveglia, l'uomo le ha infilato una mano dentro i jeans e con molta indifferenza le ha palpeggiato il fondoschiena. Non si capisce bene cosa lo abbia spinto ad un'azione del genere, visto che il 59enne non ha precedenti per questo tipo di reato. Forse l'unica cosa che ha potuto fargli perdere la testa è stato il corpo così giovane della quattordicenne, tanto da non saper resistere. Immediato l'urlo della ragazzina che, una volta richiesto l'intervento del controllore, ha denunciato l'accaduto. Soltanto in quel momento il cinquantanovenne si è reso conto di quello che aveva fatto, ma era troppo tardi. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari, con la convalida avvenuta ieri pomeriggio. Il treno fermatosi nella stazione di Sulmona è stato fatto sgomberare. Chi non era nello stesso scomparto ha temuto il peggio, qualcuno ha anche pensato ad un allarme bomba. Immediato l'intervento della Polfer e della volante della Polizia, che su disposizione della Procura della Repubblica, ha arrestato l'uomo, che non ha saputo dare una giustificazione per il terribile gesto che aveva compiuto. Non si conosce il nome del 59enne, si sa soltanto che è residente nella provincia di Chieti e che tornava proprio dalla Capitale dove aveva trascorso qualche giorno. «Ci siamo spaventati molto perchè la ragazza si è messa ad urlare di colpo - hanno sottolineato alcuni passeggeri - In un primo momento non abbiamo capito cosa stesse accadendo, poi ci siamo invece resi conti che si trattava di una violenza». L'uomo, una volta che si è reso conto di quello che aveva combinato, ha chiesto anche scusa, ma questo sicuramente non lo giustifica. «Chi si trovava negli altri scompartimenti - hanno aggiunto i viaggiatori - ha pensato addirittura che si trattasse di un attentato. La paura è stata tanta e in quei momenti pensi di tutto. Certo è che nemmeno i mezzi pubblici sono più sicuri come un tempo». Secondo quanto riferito dalla Procura, il reato c'è perchè si tratta di un fatto invasivo ed insidioso. L'uomo è accusato di violenza carnale nei confronti della minorenne.