Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.982



Data: 16/01/2012
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
«Contro i tagli ai treni faremo rivolta civile» Con Vendola fanno fronte comune anche i sindaci

«La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni». È scritto sullo striscione che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola , ha fatto esporre sulla facciata dell'edificio della presidenza della Regione, sul lungomare monumentale di Bari. Lo striscione, spiega la Regione, racchiude il senso della «rivolta civile», così come l'ha definita lo stesso Vendola, intrapresa in questi giorni contro Trenitalia a causa «del peggioramento del servizio reso sulle linee notte dei treni che collegano la Puglia con il Nord e dell'aumento dei prezzi dei biglietti e della scarsa trasparenza sulle promozioni pubblicizzate». U n'analoga iniziativa ha preso il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido , che ha fatto esporre su uno dei balconi della sede dell'ente, in via Anfiteatro, uno striscione con la scritta «La Puglia non è un binario morto. Ridateci i trenì». La Provincia di Taranto «ha condiviso», inoltre, la lettera di protesta di numerosi rappresentanti istituzionali che sollecitano al ministro alle Infrastrutture, Corrado Passera, la convocazione di un incontro urgente. Alle proteste si uniscono anche i sindaci. «Stiamo privatizzando le tratte redditive, mettendo Trenitalia nelle condizioni di sopportare la concorrenza di nuove compagnie e non sovvenzioniamo, invece, le tratte a lunga percorrenza con cui Trenitalia assicurava un servizio pubblico. Tutto questo è insensato e anticostituzionale: la libertà di movimento va assicurata su tutto il territorio nazionale», afferma Michele Emiliano, sindaco di Bari e vicepresidente nazionale dell'Anci, che si unisce alle proteste. Alle valutazioni di Emiliano fanno eco le critiche di Paolo Perrone , che guida la città di Lecce: «Viviamo di turismo e i fruitori delle destinazioni turistiche decidono anche in base al tempo di percorrenza e la facilità di raggiungimento del posto; chiaramente siamo penalizzati troppo da questa decisione». Su questa linea anche il sindaco di Foggia Gianni Mongelli . I collegamenti ferroviari, osserva, «sono fondamentali per lo sviluppo del tessuto territoriale locale e per l'impulso internazionale». Critico anche il primo cittadino di Taranto Ip pazio Stefano , che avverte: «Non abbasseremo la guardia, né molleremo la presa finché il Governo e Trenitalia non ci daranno le risposte che attendiamo». Giudizio negativo, anche dal sindaco di Trani Giuseppe Tarantini , per il quale «la decisione presa dalla società dei trasporti si ripercuote negativamente sui cittadini, con tagli ai servizi e con un aumento dei costi». «Ci saremmo aspettati investimenti; il rafforzamento di tutte le linee verso il Nord e le altre principali città del Meridione; un progetto per l'alta velocità lungo la linea Adriatica e sulla tratta per Napoli; nuovi servizi, a partire dal "tre no più auto" e dai vagoni letto, che invece sono ridotti all'osso e limitati a pochi mesi e solo verso un paio di città del Nord; nuovi mezzi per fare viaggiare i lavoratori e gli studenti pendolari in modo dignitoso e rispecchiando standard europei. E invece Trenitalia decide non solo di sopprimere molti convogli notturni a lunga percorrenza, ma potrebbe decidere anche di aumentare il costo del biglietto che colpirebbe ancora una volta i viaggiatori del Sud». Afferma poi il vicecapogruppo regionale del Pdl, Mas simo Cassano . «Sono contento che la protesta contro la politica scellerata messa in atto dai vertici di Trenitalia sia ogni giorno sempre più generalizzata e condivisa. Una battaglia che sta valicando i limiti territoriali, coinvolgendo pure numerosi parlamentari di ogni schieramento, oltre che associazioni e movimenti in prima linea in difesa dei cittadini e dei consumatori», chiude il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (Udc).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it