ROMA Correggere le norme sulle pensioni riguardanti i lavoratori precoci e i cosiddetti «esodati» coloro che, con le nuove norme previdenziali introdotte dalla manovra di dicembre, si trovano senza lavoro e senza pensione.
Il pressing dei partiti, a cominciare dal Pd, per modificare alcune norme della manovra si tradurrà in emendamenti al milleproroghe, che debbono essere presentati appunto entro oggi. Per verificare eventuali margini di modifica, domani il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, dovrebbe incontrare i due relatori al decreto, Gianclaudio Bressa del Pd e Gioacchino Alfano del Pdl, con i due presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
Sulla necessità di «correggere le cose più eclatanti - dice il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo - il governo in linea di principio non è contrario. Ma ci sono problemi di copertura. Occorrerà verificare quanto pesano queste richieste di modifica annunciate e come reperire le risorse». Le modifiche sulle pensioni chieste innanzitutto dal Pd riguardano la penalizzazione per i lavoratori precoci che per questioni anagrafiche andranno in pensione prima dei 62 anni.
C'è poi il problema di coloro che hanno perso il lavoro o perché è fallita l'azienda o perché si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione nel 2012-2013. Le nuove norme allontano questa possibilità e questi lavoratori si trovano dunque senza stipendio e senza pensione. Per queste persone anche il premier Monti e il ministro Fornero avevano annunciato la volontà di studiare modifiche.
Una correzione sul tema, in particolare per chi ha iniziato a lavorare molto presto, è stata chiesta anche da Susanna Camusso, numero uno della Cgil. Camusso ha poi sottolineato che il tema centrale degli incontri con il governo dovranno essere non solo le regole del mercato del lavoro, ma la creazione di nuova occupazione.