TERAMO - La classifica de «Il Sole 24 ore», pubblicata ieri, non premia il Governatore Gianni Chiodi, che crolla in ultima posizione (17°), perdendo un punto percentuale rispetto allo scorso anno e 3 punti rispetto ai risultati delle elezioni. Ad avere maggior successo invece è il suo ex collega di Giunta e successore alla carica di primo cittadino teramano Maurizio Brucchi, che rispetto al 2010, scala ben 14 posizioni nella classifica, arrivando al 29° posto. Un risultato che il sindaco ha sottolineato con molta soddisfazione. «Si tratta - ha detto - del frutto di un lavoro di squadra di tutta la mia maggioranza. Il gradimento dei cittadini mi spinge ancora di più a decidere di ricandidarmi».
Se Brucchi sale, gli altri primi cittadini abruzzesi segnano una battuta d'arresto. Massimo Cialente (L'Aquila), pur piazzandosi al 29° posto, perde sei punti percentuali. Umberto Di Primio (Chieti) che, con il suo 22° posto, resta comunque il sindaco più amato d'Abruzzo, risulta in calo di ben 11 posizioni. Performance anche peggiore per Luigi Albore Mascia (Pescara) che dal 73° posto, crolla all'89°. Se il sindaco di Teramo gioisce per un gradimento in ascesa, il presidente della provincia teramana Valter Catarra si aggiudica un primato decisamente meno invidiabile: è lui, infatti, in base al sondaggio «Governance pool 2011», il meno amato d'Italia, finendo al 107° posto, con un gradimento del 47%, inferiore di tre punti percentuali rispetto alle elezioni. Il presidente più amato, almeno in Abruzzo, è Antonio Del Corvo (L'Aquila), che si aggiudica un bel 23° posto, con il 59% di gradimento (+6 punti percentuali rispetto al 2010 e 5,6 sulle elezioni). Seguono Enrico Di Giuseppantonio (Chieti) che si attesta 37° con il 3% di consensi in più rispetto all'anno scorso (57%) e, più distanziato, Guerino Testa (Pescara) 50°, anche lui con un salto di 1,5 punti rispetto al 2010 (55,5%).
Come ogni anno, la classifica ha suscitato reazioni diffuse. Ovviamente soddisfatto il commento di Del Corvo: «E' un dato che ci fa piacere, perché significa che stiamo facendo un buon lavoro, considerando che non sono ancora trascorsi due anni dall'insediamento a capo di una provincia, sicuramente non semplice da amministrare, visto, anche, il periodo», ha sottolineato. Di Giuseppantonio commenta la sua posizione parlando di un «consenso che premia la politica di rigore e la lotta agli sprechi che abbiamo condotto con tenacia».