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Pescara, 15/06/2026
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Data: 17/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Tra liberalizzazioni e riforme gli equilibrismi del governo Monti di Giuseppe Tagliente (*)

Non c'è ancora nella classe dirigente e nella società la consapevolezza dei pericoli per il Paese

Ho l'impressione che, nonostante le dichiarazioni sbandierate a destra e a manca, le analisi catastrofiche, lo spread in costante aumento e gli sgambetti di Merkel e Sarkozy, non vi sia ancora consapevolezza nella nostra classe dirigente (e nella società) dei pericoli che ancora incombono sul Paese e che lo spauracchio del default è tutt'altro che svanito. Lo desumo dall'atteggiamento dei partiti, che continuano nei loro rituali autoreferenziali e in un'irragionevole quanto sterile conflittualità; dall'irresponsabile demagogia dei sindacati e dallo stesso comportamento del governo Monti, dal quale mi aspettavo molto di più e men che meno un linguaggio declinato al politichese. Troppi tatticismi, troppa cautela ne stanno caratterizzando l'azione e nessuna di quelle iniziative importanti, che ci si aspettava venissero adottate con coraggio e con la tempestività è stata sin qui portata a segno. La riforma del mondo del lavoro è al palo e niente fa ben sperare che sia avviata in tempi brevi, a giudicare dai timori mostrati nei confronti della cupola sindacale e, peggio, dall'attenzione a non rovesciare i tavoli della concertazione e a non ledere "la maestà" della Cgil, la cui condottiera viene sentita separatamente dal ministro Fornero e ricevuta, lei sola, al Quirinale. Stessa musica sul versante delle liberalizzazioni, che non vorrei risultassero solo misure nei confronti dei tassisti, senza toccare i privilegi delle caste vere: notai, farmacisti, giornalisti, petrolieri, magistrati, sindacalisti, oltreché politici. Piuttosto che tecnico questo governo si sta rivelando attento alle logiche della politica più di quanto dovrebbe e questo non va bene. Non va bene per l'Italia, che ha bisogno di una spinta liberatoria dalle incrostazioni e dagli egoismi corporativi che ne paralizzano crescita e modernizzazione. Adesso che la Corte costituzionale ha bocciato le richieste dei referendum e quindi allontanato il rischio di elezioni anticipate, mi auguro che trovi il coraggio di aprire davvero la stagione delle riforme e delle grandi sfide, stimolando la classe politica e i partiti, che non possono più restare a guardare e a giocare tra di loro. Altrimenti saranno ancora guai.


(*) CONSIGLIERE REGIONALE PDL

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