PESCARA «Il potere è imporre come senatore un cavallo». Nasce da una considerazione tra due indagati il nome dell'Operazione Caligola, che ha portato quattro persone in carcere e tre ai domiciliari. Il cavallo dell'imperatore romano Caligola, assurto per volontà del tiranno al ruolo di senatore, è citato in un passaggio contenuto in una delle conversazioni intercettate tra Duilio Gruttadauria e la moglie Anna Teodoro, nell'ambito di un'inchiesta su gare truccate per ottenere fondi europei e un giro di consulenze e assunzioni clientelari. Nella conversazione del 21 marzo 2011 Gruttadauria e la moglie si lamentano nei confronti di Giovanna Andreola che avrebbe preteso l'assunzione del suo autista. «Abbiamo uno che l'Andreola ci ha imposto, 4500 euro», dice Anna Teodoro. «E bisogna pagarlo tutti i mesi?» chiede il marito. «Lo paghiamo - risponde la moglie - è il suo autista. Questo qua non fa niente, ovviamente - , chiosa Gruttadauria - anche Ecoter ha dovuto prendere della gente». Sono proprio le conversazioni tra i coniugi Gruttadauria quelle più ricche di spunti per gli investigatori. Come sottolinea il gip Marco Billi, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, gli indagati usano molta cautela nelle conversazioni telefoniche, preferendo quasi sempre fissare appuntamenti e parlare di persona. «Ci vediamo al solito bar», infatti, è una delle espressioni usate da Giovanna Andreola, la funzionaria regionale finita in carcere, che come risulta dalle intercettazioni usa il telefono solo per dare appuntamento agli altri indagati per prendere il caffè. Ma il pezzo forte sono le registrazioni ambientali captate il 12 gennaio 2011 e il successivo 30 marzo tra i coniugi Gruttadauria. «Io, veramente - dice il marito sfogandosi con la moglie di un sistema che comincia a pesargli - passo dalla sera alla mattina a fare cose che sono contro la legge. Io mi sono molto stufato. Adesso esce il bando - aggiunge - a Catania c'è la cosa, l'ampliamento e bisogna imbrogliare. Io vivo di imbrogli, è una cosa impressionante, non faccio altro. Io vivo di cose da galera. Il 95% delle cose di cui mi occupo sono vietate dalla legge. Perché? Mi occupo di favorire che Ecosfera vinca le gare». Il sistema delle assunzioni clientelari non piace ai coniugi Gruttadauria che, in un'altra occasione, si lamentano: «Praticamente tutti quelli che abbiamo sono tutti da buttare». E ancora: «Devo stare ai margini della legalità, la legalità trombonesca per assicurare il futuro a gente che possa avere un suo ruolo». Ma secondo Duilio Gruttadauria è tutto il sistema a essere malato. «Adesso - dice a un interlocutore che non ha niente a che fare con l'indagine - anche dalle parti di Milano e Varese allineano personaggi in perfetto stile napoletano. In fondo vedi, con i 150 anni dell'Unità d'Italia bisogna dire che alla fine ha vinto la cultura del Regno delle due Sicilie». Sintomatica un'altra frase pronunciata dalla moglie: «Hai visto - dice - che io piaccio a Vanna? Come faccio a piacere a Vanna non si sa... forse perché paghiamo il marito». A gettare pesanti ombre sul ruolo della Andreola ancora una conversazione del 9 gennaio 2011 tra Gruttadauria e la moglie. L'uomo, ripensando alla sera prima, ripete un consiglio che sarebbe stato elargito dalla dirigente regionale: «La concorrenza si muove con canali, rapporti personali» con l'apparato burocratico-amministrativo, surclassando, quindi, i vertici politici che vanno e vengono, mentre i funzionari restano. Ma il vero «Deus ex machina», secondo Gruttadauria (in un'intercettazione del 2008 relativa a Sanitopoli, antecedente all'arresto dell'ex governatore Del Turco e di membri autorevoli della sua maggioranza), è proprio Lamberto Quarta. «Praticamente - dice l'imprenditore riferendosi all'ex segretario generale della presidenza della giunta regionale - è il politico più influente di tutta la regione, quello che ha in mano il governatore regionale». Dall'intercettazione, piena di parole incomprensibili, sembra quasi che il il ruolo di Del Turco venga ridimensionato rispetto a quello di Quarta. Il primo, infatti, è citato per «le mostre di pittura», il secondo viene considerato come colui che «gestisce gli affari e distribuisce i soldi».