Ferrovie. I consiglieri regionali Di Pangrazio e Petraroia si oppongono al taglio della linea
Quel tratto ferroviario non s'ha da toccare. Quel tratto ferroviario Sulmona-Carpinone che da oltre 150 anni attraversa le aree montane dell'Abruzzo interno. A sollevare l'argomento, riguardante una delle tratte ferroviarie più antiche d'Abruzzo, sono stati il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio e il suo collega molisano Michele Petraroia dopo l'annunciato smantellamento della linea Sulmona-Carpinone e l'ipotizzata dismissione e rottamazione dei binari da parte di Trenitalia. Questo sembra essere troppo per il territorio della Conca Peligna e per la regione Molise, come sottolineano i consiglieri in una lettera inviata al ministero dei Trasporti e a tutti gli enti locali coinvolti dove si sollecita «l'attivazione di un tavolo di confronto interistituzionale che coinvolga il ministero, le strutture nazionali di Trenitalia e Rfi, le due Regioni, le Province, le organizzazioni sindacali, le associazioni degli utenti e le rappresentanze dei comuni locali». Un summit per verificare la riconversione e il riutilizzo di una delle tratte ferroviarie più antiche e suggestive d'Italia costruite nella seconda metà del 1800 e che attraversa paesaggi incontaminati, borghi antichi e aree sottoposte a tutela paesaggistica rientranti nel Parco Nazionale d'Abruzzo. I due consiglieri, tra le altre eventualità, precisano che va accertata la possibilità di coinvolgere operatori pubblico-privati interessati alla valorizzazione del collegamento anche ai fini della promozione turistica del territorio oltre che del mantenimento di un servizio di pubblica utilità per piccole comunità collocate in aree interne svantaggiate che rischierebbero una ulteriore penalizzazione economica e sociale con un ingiusto isolamento che ne accentuerebbe il calo demografico e lo spopolamento. Secondo quanto previsto da Trenitalia, lo smantellamento dovrebbe partire entro febbraio prossimo, una scelta che di fatto penalizza sia Sulmona che Carpinone facendo perdere ad entrambe un importante scalo ferroviario. Ma la preoccupazione in merito all'argomento è un'altra, «l'accordo con la Sangritana», che prevede appunto la valorizzazione di quella tratta per sviluppare il turismo ferroviario. E se i binari saranno tagliati, così come previsto, tutto salterà lasciando l'entroterra abruzzese e l'alto Molise nell'assoluto abbandono. Insomma, un'altra mazzata per i territori montani che oltre a vivere una crisi mai vista devono sostenere anche il peso della mancanza dei servizi.