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Data: 18/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il governo rallenta sulla benzina. Poste e Ferrovie, slittano i tempi. Sulla maggiore concorrenza nel gas due ipotesi in campo

ROMA Dietrofont sui carburanti? «Il settore sembra essere stato cancellato dal decreto sulle liberalizzazioni». A dirlo sono la Faib-Confesercenti e la Fegica-Cisl, di prima mattina. Insieme raccolgono il 40% dei distributori sui 25.000 circa dell'intera rete nazionale. E sono preoccupati. Lanciano l'allarme perché temono finisca in un cassetto la norma che sancisce la fine dell'esclusiva nei confronti delle compagnie petrolifere e l'obbligo di riscatto su un terzo degli impianti oggi di proprietà dei petrolieri. Non è l'unica novità che potrebbe spuntare all'ultimo minuto in vista del consiglio dei ministri di venerdì mattina che darà il via libera all'intero pacchetto pro-concorrenza. E forse è presto per dare per fatto un dietrofont sui carburanti, che sarebbe davvero clamoroso, da parte del governo. Ma è chiaro che su questa e altre misure è in corso un braccio di ferro e che si cerca ancora il punto di equilibrio. La conferma della volontà di non esacerbare le tensioni viene dalla vicenda dei taxi per i quali torna la competenza ai Comuni, già prevista dalle lenzuolate di Bersani. Ma c'è altra carne al fuoco. Novità potrebbero arrivare per il gas, settore finora rimasto fuori dalle bozze circolate sulla manovra e che il Pd (ma non solo lui) vorrebbe fortemente vi entrasse. Come? Con la definitiva separazione di Snam rete gas dall'Eni, innanzitutto. Anche in questo caso, si studiano possibili vie di compromesso. Per esempio, l'avvio formale della procedura che comunque richiede tempi non brevissimi; e possibili misure tempestive e straordinarie per accelerare la concorrenza sul mercato. Quali? Non è escluso un nuovo gas release, come quello già realizzato nel 2009 con l'offerta da parte dell'Eni di 5 miliardi di metri cubi, a prezzi inferiori a quelli oggi praticati e in linea con quelli europei.
Nel tira e molla suscitato dalle resistenze delle varie categorie e dalle proteste che si sono scatenate fa un passo indietro anche la separazione del Bancoposta da Poste che «non è in programma», ha chiarito il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Così come la separazione proprietaria della rete ferroviaria (Rfi) da Ferrovie: «Siamo un Paese che ha già realizzato la separazione contabile, manageriale e societaria della rete. La nuova Autorità per i Trasporti avrà tra i suoi compiti precisa ancora Passera in audizione al Senato quello di decidere se, per assicurare un miglior servizio e un miglior funzionamento sia necessario andare avanti, ad un livello ancora maggiore. E farà eventualmente questa proposta al governo».
Carburanti. «Nessun intervento teso a ridimensionare lo strapotere delle compagnie petrolifere», è il grido d'allarme lanciato da Faib e Fegica le due organizzazioni dei distributori favorevoli all'eliminazione dell'esclusiva e al riscatto degli impianti da parte dei gestori avversata invece dall'altra associazione di categoria, la Figisc-Confcommercio. Sono due novità, affermano, che garantirebbero a tutti i gestori «di praticare gli stessi prezzi di cui gli automobilisti possono beneficiare solo presso gli impianti no logo e i supermercati». Di tutt'altro avviso l'Unione petrolifera, favorevole a liberalizzare gli orari, a sviluppare i self service, rivedere i contratti e i turni ma non a perdere l'esclusiva sui distributori di proprietà delle compagnie. «Porterebbe solo costi e non benefici», afferma il presidente Pasquale De Vita che ha chiesto anche dei pareri legali. «Procedere ad una vendita forzosa degli impianti aggiunge rappresenterebbe un unicum tra le economie occidentali». In soccorso del governo si schiera l'Antitrust: quello della benzina «è un settore importante, noi lo abbiamo già segnalato a governo e parlamento», ha detto il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella.
Snam. Proprio l'Antitrust ha ricordato, nella sua segnalazione, che il gas costa in Italia circa 9 euro in più che sui mercati europei, un differenziale che è ulteriormente cresciuto in questi giorni nonostante i prezzi internazionali siano scesi. «In linea di principio l'Autorirà favorisce sempre l'ipotesi di separazione della rete dal gestore», ha sottolineato ancora ieri Pitruzzella. E non è escluso che il decreto sulle liberalizzazioni affronti il tema. Potrebbe prevedere anche misure pro-competitive sia su un nuovo gas release che sulla possibilità di offrire capacità di trasporto su alcuni gasdotti internazionali, come il Transitgas. L'obiettivo è di ridurre il gap che ci separa dalla media europea. Un 30% di spesa in più che penalizza soprattutto l'industria. Non è un caso che Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, solleciti il governo: «Non solo taxi e farmacie, esistono grandi nodi».

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