Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.982



Data: 18/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Liberalizzazioni - Venerdì il varo del decreto. Benzinai, per Faib e Fegica pronto un dietrofront: «Preme la lobby dei petrolieri»

Il ministro: non previsto lo scorporo di Bancoposta

ROMA. Poste e benzina potrebbero uscire dal pacchetto delle liberalizzazioni. A pochi giorni dal varo del decreto, dichiarazioni ufficiali e indiscrezioni ridisegnano i contorni del provvedimento. Dall'esecutivo, è il ministro dello Sviluppo Corrado Passera a smentire l'ipotesi di alienazione di Banco Posta da Poste Italiane, contenuta in una delle prime bozze: «A oggi non c'è alcun progetto del genere sul tavolo» chiarisce. Né sarà il governo, precisa, a decidere sulla eventuale separazione di Rfi (la rete) da Ferrovie dello Stato: la scelta spetta all'Autorità dei Trasporti, che poi la sottoporrà al governo.
Assieme alle Poste potrebbero saltare anche le norme sull'apertura del mercato dei carburanti. Il giorno dopo l'annuncio della serrata di sette giorni dei benzinai, ad affermare che è in vista un dietrofront sono le due associazioni di categoria favorevoli alla liberalizzazione, Faib e Fegica: «Nei meandri del ministero si va stringendo l'assedio portato dalla potente lobby dei petrolieri per smontare, pezzo per pezzo, tutti i principi della riforma» sostengono, citando «accreditate indiscrezioni provenienti direttamente dal ministero dello Sviluppo», secondo le quali «il settore della distribuzione dei carburanti sarebbe in sostanza cancellato dal decreto».
Le misure, dunque, arriveranno alle 9.30 di venerdì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri con molti, forse troppi, nodi da sciogliere. I fronti aperti sono infatti numerosi. Assieme ai tassisti, ieri a protestare davanti a Montecitorio sono stati i parafarmacisti, che si sono incatenati per protesta di fronte al palazzo anticipando la manifestazione nazionale convocata per oggi.
Pronti alla mobilitazione contro il disegno «che vuole disintegrare l'avvocatura e rottamare la giustizia» gli avvocati, mentre la Fisascat Cisl che denuncia il rischio occupazione per i 10mila addetti delle società di ristorazione autostradale a causa degli effetti dell'autorizzazione alla somministrazione di bevande e alimenti ai gestori degli impianti di rifornimento.
Nella piattaforma unitaria approvata ieri, Cgil, Cisl e Uil dicono sì a misure finalizzate «al rilancio dello sviluppo», ma a patto che nascano da un confronto. Dopo i distinguo piovuti dal Pdl, che ha chiesto a Monti di colpire in via prioritaria «i grandi interessi», il segretario del Pd Pierluigi Bersani sceglie di mantenere per ora la barra dritta: «Non intendo fare commenti sulle bozze - afferma. - Il Pd ha la sua proposta e aspettiamo. Poi diremo la nostra con assoluta lealtà verso il governo, ma anche con trasparenza».
Sullo scorporo di Snam da Eni, intanto, il presidente dell'Autorità Antitrust Giovanni Pitruzzella ribadisce: «In linea di principio l'Antitrust favorisce sempre le ipotesi di separazione della rete dal gestore».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it