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Data: 19/01/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Amt, la rabbia travolge anche il sindacato Sciopero e battaglia in Regione , poi l'accordo. Ma i lavoratori non ci stanno

OTTO ore di occupazione in Regione, una giornata intera di bus fermi in rimessa, di proteste e cortei in centro non sono state sufficienti a disinnescare la rabbia dei lavoratori Amt. Ieri sera alle otto i sindacati con le istituzioni avevano prodotto una bozza di accordo, poche righe costate fatica e innumerevoli correzioni, con le quali gli enti locali, Regione, Comuni e province si impegnavano a trovare le risorse per integrare quelle nazionali necessarie e garantire il servizio attuale di trasporto pubblico locale, ma i lavoratori ammassati nella sala del consiglio regionale non hanno accettato di votare subito l'intesa. L'impegno non potrà infatti essere riempito di contenuti concreti prima della fine della prossima settimana, quando la conferenza stato-regioni stabilirà effettivamente quante risorse arriveranno alla Liguria per il trasporto pubblico locale. «Non ci fidiamo», è stato l'urlo che ha dato il via ad un rumoreggiare convulso, sfociato anche in qualche spintone fra lavoratori di diverse opinioni. Resta la paura per un futuro che si preannuncia incerto, solo all'Amt mancano 40 milioni di euro per traguardare il 2012, incombe lo spettro della cassa integrazione, ma soprattutto del fallimento dell'azienda. I lavoratori Amt, compatti con tutte le sigle sindacali, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl, ieri mattina sono scesi in sciopero proprio contro questa prospettiva e poco prima di mezzogiorno hanno invaso l'aula del consiglio regionale, dove sono rimasti fino alle otto di sera. «Sciopero a oltranza - hanno urlato - vogliamo qui Burlando, Vincenzi e Repetto». E il presidente della Regione, quello della Provincia e il sindaco sono arrivati: tutti hanno dato il loro sostegno all'ipotesi di lavorare al più presto, entro febbraio, per arrivare all'azienda unica del trasporto regionale, che dovrebbe permettere di tagliare i costi e mettere in sicurezza il settore per il futuro. Più complicata la partita dei fondi che mancano. «Abbiamo già fatto uno sforzo straordinario», sono state le parole della Vincenzi. «Noi faremo la nostra parte a Roma - ha aggiunto Burlando - ma ad oggi non abbiamo ancora alcuna certezza sulla quantità di risorse che saranno disponibili». La giornata si è trascinata nel tentativo di stilare una bozza di intesa, mentre l'aula del consiglio è rimasta occupata e la protesta invadeva piazza Dante, via Venti e Corvetto. Il governo Monti ha promesso di destinare al trasporto pubblico locale 1,6 miliardi di euro, e il 26 gennaioa Roma si saprà quanti di questi soldi andranno al trasporto su ferro, quanti su gommae come verranno divisi tra le regioni. In Liguria in base alla bozza di intesa, il resto dovrebbero mettercelo gli enti locali. Come? «Con la leva fiscale, il bollo auto ad esempio», ha chiarito Andrea Gatto, segretario Faisa-Cisal, cercando di spiegare il contenuto implicito dell'ipotesi di intesa ai lavoratori riuniti nella sala del consiglio regionale. «C'è una disponibilità degli enti locali a farsi carico del problema», dice il segretario della Filt Corrado Cavanna. Resta quel «non ci fidiamo», così alla fine l'aula del consiglio regionale è stata liberata, ma solo per trasferire la discussione in un'assemblea iniziata alle 21 nella sala del Cap e proseguita fino a notte. I bus, che avrebbero dovuto terminare lo sciopero alle 14,30, restavano fermi in rimessa, mentre le proteste degli autoferrotranvieri incrociavano quelle dei taxisti contro la liberalizzazione. E rischia di essere solo l'inizio.

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