L'occupazione dello spazio aereo? Da oggi si paga e anche a caro prezzo. Ne sa qualcosa Autostrade per l'Italia che dovrà pagare alla Provincia di Teramo il canone Cosap per l'occupazione, appunto, dello "spazio aereo" sovrastante le strade provinciali. La sentenza, destinata a fare giurisprudenza, è stata emessa dal Tribunale di Teramo e l'Ente provinciale gongola, visto che vedrà entrare nelle sue casse una cifra pari a oltre 1 milione di euro. Nello specifico, la società Autostrade Spa dovrà corrispondere il canone Cosap relativo all'occupazione che i cavalcavia dell'A14 determinano sullo "spazio aereo" sovrastante le strade provinciali. Il Tribunale di Teramo ha dato, dunque, ragione alla Provincia, la quale aveva contestato la richiesta di pagamento del canone per l'occupazione della spazio sovrastante la strada provinciale 1, a Martinsicuro. Pur essendo concessionaria della gestione delle autostrade, infatti, la Società, secondo il Tribunale, non ha diritto all'esenzione prevista "per le occupazioni effettuate dallo Stato", essendo di natura privata ed avendo, dunque, come primario interesse il conseguimento di un corrispettivo, ossia il pedaggio autostradale, al quale corrispondono il rischio di impresa e i relativi costi di gestione. «Sulla base dei principi contenuti in questa sentenza» ha commentato il presidente Valter Catarra «provvederemo ora a richiedere il pagamento nei confronti delle società concessionarie della rete autostradale per un importo complessivo, per canoni e sanzioni, di circa 370mila euro l'anno, dal 2008 e per ogni anno a venire. In questo modo contiamo di introitare, oltre ai 740mila euro già richiesti per il 2007 e 2008, oltre 1 milione e 100mila euro per il triennio 2009-2011. Questo ci consentirà di reperire nuove importanti risorse da destinare ai servizi, malgrado la crescente riduzione dei trasferimenti alle Province». In base alla sentenza del Tribunale teramano, inoltre, il canone Cosap «è dovuto non in base alla limitazione o sottrazione all'uso normale o collettivo di parte del suolo, ma in relazione all'utilizzazione particolare (o eccezionale) che ne trae il singolo» e cioè in riferimento anche all'occupazione del "soprassuolo" ad opera del privato concessionario. Nel dare atto che l'Amministrazione Provinciale, «constatata l'occupazione abusiva ed accertato il mancato pagamento del canone, ha correttamente provveduto all'applicazione delle sanzioni previste e quantificate nel regolamento provinciale Cosap», l'Ufficio Giudiziario ha poi ritenuto che potrà richiedere anche il pagamento delle sanzioni relative ai canoni non corrisposti. Insomma, una vera e propria "manna dal cielo" per l'Ente di Via Milli, che tira un sospiro di sollievo e torna a respirare.