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Data: 19/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Taxi, scontro sull'Authority un'altra giornata di blocchi. Oggi la riunione a palazzo Chigi, spunta l'ipotesi precettazione

ROMA - Organizzazioni sindacali e governo sono ancora distanti. Su temi caldissimi: la competenza sul numero di licenze da concedere - l'Autorità nazionale o i singoli Comuni - e il principio della territorialità, che attualmente vincola ogni licenza di taxi al territorio del Comune che l'ha rilasciata. La trattativa sulle auto bianche resta il punto più caldo, anche sul fronte dell'ordine pubblico, del decreto sulle liberalizzazioni annunciato dall'esecutivo di Mario Monti. L'incontro decisivo a palazzo Chigi, inizialmente ipotizzato per la serata di ieri, è stato posticipato a oggi, a mezzogiorno. Lì si confronteranno la bozza del governo e il documento messo a punto ieri a Roma dal parlamentino dei taxi, e approvato nel pomeriggio dall'assemblea nazionale convocata dalle associazioni di categoria al Circo Massimo.
Con l'ombra della precettazione: dopo giorni di scioperi selvaggi, blocchi stradali e risse in strada tra tassisti, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha diffidato i tassisti dal continuare su questa strada, invitando Campidoglio e Questura a segnalare disservizi e interruzioni di pubblico servizio. I rappresentanti delle sigle sindacali di categoria sono stati quindi convocati dal sindaco Gianni Alemanno e dal questore Francesco Tagliente, che hanno ribadito «la necessità di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica, insieme con le esigenze della economia e della vivibilità della città». Oggi, quindi, il servizio dovrebbe essere regolare (o quasi) in tutte le città, nonostante la nuova assemblea nazionale indetta, a partire dalle 10, ancora al Circo Massimo. La Prefettura di Roma monitorerà l'effettiva offerta, dopo che fino a ieri sera il servizio era ancora praticamente fermo nella Capitale.
La differenze tra le posizioni sono marcate. Il piano dell'esecutivo ruota sulla nuova Autorità per le reti, a cui sarebbero affidata la decisione sugli snodi cruciali del servizio: il numero delle licenze da assegnare in ogni città, la possibilità per i titolari di averne più d'una, nuove licenze part-time, orari più flessibili, extraterritorialità e tariffe meno rigide. L'aumento del numero delle licenze, in particolare, sarebbe accompagnato da compensazioni una tantum in favore di chi ne possiede già una, utilizzando gli introiti derivanti dalla vendita delle nuove autorizzazioni oppure attribuendole a chi già le detiene, con facoltà di venderle o affittarle. La bozza di Palazzo Chigi prevede che ogni tassista possa avere più di una licenza e possa farsi sostituire da chiunque possegga i requisiti per condurre un taxi. Il servizio, inoltre, potrà essere esercitato anche fuori dal territorio del Comune che ha rilasciato la licenza e sarà possibile praticare sconti.
Il documento dei tassisti, illustrato ieri sera da una delegazione a Palazzo Chigi, punta su un concetto fondamentale: devono essere i singoli Comuni, e non un organismo nazionale, a dettare le regole del servizio città per città, previa concertazione con i sindacati. Le associazioni di categoria si dichiarano disponibili ad aumentare i posti di lavoro, grazie all'introduzione della doppia guida sulla stessa auto bianca, e ad assicurare più ore di servizio, per migliorare l'organizzazione sul territorio. Aperture arrivano anche verso una maggiore flessibilità nelle tariffe, oltre alla massima pubblicizzazione delle stesse. Ma su altri due punti i sindacati sono fermi sulle proprie posizioni: il mantenimento del principio di territorialità dei taxi e il no al cumulo di licenze.
A sostegno delle posizioni dei tassisti si schiera Alemanno: «Le loro proposte rispecchiano le esigenze della categoria - sottolinea l'inquilino del Campidoglio - ma sono anche in grado di migliorare questo servizio pubblico molto importante, tutelando i bisogni dei cittadini utenti».

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