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Data: 19/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pubblicato il Bilancio, scontro sui ritardi. Chiodi convoca il Patto, le piccole e medie imprese restano fuori

La legge finisce sul Bura dopo 20 giorni dall'approvazione e otto dalla promulgazione

PESCARA. Sono passati venti giorni dall'approvazione e otto dalla promulgazione. Finalmente Bilancio e Finanziaria regionali sono sul bollettino telematico della Regione (Bura) e dunque sono a tutti gli effetti legge della Regione. Con un ritardo che i consiglieri d'opposizione hanno definito «inusuale» e fonte di possibili danni alla Regione per quanto riguarda soprattutto la previsione delle entrate (su questo punto, sollevato da Idv e Pd, il governatore Gianni Chiodi si è invece detto tranquillo).
Martedì Maurizio Acerbo e Antonio Saia (Federazione di sinistra) hanno anche presentato una interrogazione urgente al governatore per chiedere le ragioni di tanto ritardo. E sempre martedì in commissione Bilancio si era arenata una legge di modifica alla Finanziaria proprio perché la norma non era ancora sul Bura. La legge proposta dal Pdl intendeva cancellare le norme sulla pubblicità dei lavori della commissione Via (Valutazione impatto ambientale) e cassare la neonata struttura speciale per le "Relazioni internazionali, comunitarie e delegazione di Bruxelles", perché ambedue onerose per le casse regionali.
Il Pd nel chiedere e ottenere il blocco del progetto di legge aveva parlato di «procedura forzata» perché, spiega il capogruppo Camillo D'Alessandro «non si può modificare una legge che non è ancora pubblicata». Una tesi che viene rigettata dalla maggioranza. «Ma quale interpretazione forzata?», replica la consigliera Federica Chiavaroli, firmataria del progetto di legge con Lanfranco Venturoni e Emiliano Di Matteo. «A bloccare la legge di modifica di alcuni articoli del Bilancio è stata solo la volontà dell'opposizione di fare polemica, perché in realtà di vizi procedurali non si vede neppure l'ombra, come hanno spiegato bene i Commissione i funzionari dell'ufficio legislativo del Consiglio».
Quanto alla tesi che non si può modificare una norma non ancora entrata in vigore? «Niente di più inesatto», precisa la Chiavaroli, «perché la legge di Bilancio è stata approvata il 30 dicembre e promulgata il 10 gennaio. E' quindi legge a tutti gli effetti. E ad avvalorare questa interpretazione ci sono anche le pronunce della Corte Costituzionale».
Intanto oggi alle 15 Gianni Chiodi riunisce il Patto per lo sviluppo. All'appello mancheranno Cna, Confesercenti e Confartigianato che nei giorni scorsi hanno annunciato l'abbandono del tavolo proprio a causa della misure contenute nel Bilancio, ritenute insufficienti per le imprese. L'assessore Alfredo Castiglione ha riunito le tre associazioni tentando un'ultima mediazione, ma senza esito. Nella sala gialla della presidenza della giunta, in viale Bovio a Pescara, si presenteranno quindi solo i sindacati, Confindustria e il Pd. A loro Chiodi annuncerà i tre strumenti operativi che la Regione intende mettere in campo: fondo per lo smobilizzo dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione (10 milioni circa), piani di rilancio delle aree di crisi regionali e pacchetto globale degli incentivi.
Gli interventi saranno finanziati con i residui dei Fondi strutturali e del Fondo unico Attività Produttive. Chiodi e Castiglione ne illustreranno caratteristiche, tempistiche e collegamenti con la legge regionale per la promozione e lo sviluppo del sistema economico, norma quadro di riordino dell'intero sistema economico regionale, per la quale annunciano tempi rapidi di approvazione.
Nello stesso incontro saranno resi noti i risultati dell'indagine Fabbrica Abruzzo, che, secondo Castiglione «rappresenterà la base conoscitiva per effettuare scelte di programmazione in merito ai Contratti di sviluppo nazionali e la Programmazione negoziata regionale».
«Dopo la dura e rigorosa fase del risanamento», ha anticipato Chiodi, «è arrivato il momento di passare alla fase dello sviluppo, e della crescita della nostra economia. Su questo presupposto, intendiamo imprimere una nuova accelerazione alla nostra azione amministrativa, attraverso misure subito spendibili per gli imprenditori ed il sistema produttivo. I temi rappresentano priorità da discutere con tutti gli attori del Patto, nel segno di quelle buone e responsabili intese tra operatori e istituzioni, che ci hanno fatto guadagnare il plauso dello stesso Governo nazionale».
Secondo Chiodi, proprio grazie alla «capacità di governo dei conti pubblici, attraverso una complessa e lunga fase di ristrutturazione delle case regionali, i tempi sono oggi compatibili con un contesto nuovo che ci consente di ragionare di futuro, di crescita e sviluppo. Abbiamo detto sempre con grande convinzione», ha spiegato il presidente, «che il Patto non doveva essere un elenco della spesa, perché le risorse pubbliche sono finite. Insistiamo quindi sull'unica strada possibile, ovvero una visione condivisa su un progetto complessivo di sviluppo della nostra Regione, dove ciascun soggetto si autodetermina responsabilmente».
Rispetto agli incentivi, ha puntualizzato Chiodi, «quello da chiarire è se utilizzare queste risorse per cofinanziare eventuali contratti di sviluppo nazionali o progetti di investimento locali».

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