PESCARA. Si apre lo scontro politico oltre che sindacale sul presidente della Gtm, la società di trasporti metropolitani Penne-Pescara, Michele Russo. Il consigliere regionale pd Claudio Ruffini chiede le sue dimissioni, i sindacati proclamano lo stato di mobilitazione.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la decisione di Russo di effettuare alcuni assunzioni e di promuovere tre impiegati-sindacalisti malgrado sulla Gtm penda il progetto di fusione con le altre due aziende regionali di trasporto pubblico locale (Tpl), Arpa e Sangritana.
Un progetto che il consiglio regionale ha stabilito ("legge Morra") che dev'essere pronto entro sei mesi.
Ebbene contro questo progetto di fusione si sono dichiarati politici e imprenditori (Confindustria) ma anche manager delle tre aziende come appunto Michele Russo (Gtm) - leggi l'articolo - e Massimo Cirulli (Arpa) - leggi l'articolo -paventando il rischio di esuberi nella futura società unica. Una minaccia che i sindacati non hanno accettato. Così, mentre lo scontro all'Arpa si è accentuato perché l'azienda ha interrotto la trattativa sindacale sull'integrativo (2-300 euro in meno in busta paga), alla Gtm la situazione degenera dopo le recenti decisioni del presidente. Decisioni che a parere sia del consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini sia dei rappresentanti Filt-Cgil e Ugl rappresentano un controsenso rispetto a quanto paventato dallo stesso Russo. «Ma come, prima minaccia esuberi e poi fa assunzioni?», domandano.
«Mi sembra chiaro che Russo non creda affatto alle politiche messe in campo da Chiodi e da Morra, se è così o deve dimettersi da presidente della Gtm oppure deve essere la politica a chiedere un suo passo indietro», interviene Ruffini. Il consigliere pd annuncia un'interrogazione all'assessore Morra «perché l'atto di Russo rappresenta un fatto gravissimo»: «Se il primo passaggio della riforma dei trasporti era ed è sempre stato quello di andare oltre le attuali società non si capisce bene come faccia Russo a giustificare nuove assunzioni di figure apicali», spiega. «se la sua è una provocazione essa consisterebbe nel fatto che Russo, preoccupato di eventuali esuberi derivanti dalla fusione, con questi atti sarebbe lui stesso a determinare un aumento degli esuberi in Gtm, in quanto le nuove figure apicali aumentano i costi per il personale; in caso contrario il presidente della Gtm vuole far "pagare" al centrodestra l'approvazione della riforma sui trasporti, infischiandosene degli scenari che si apriranno con la società unica». «Sapevamo che questa legge avrebbe dato fastidio a molti», conclude Ruffini, «specie a quelle enclave di potere che con la fusione vedranno diminuita la propria ingerenza. Da Chiodi e Morra, che si sono detti convinti della necessità della riforma, ci attendiamo un segnale forte ai cittadini: Russo deve essere rimosso. Altrimenti sarebbe evidente a tutti una complicità di questa maggioranza».
Luigi Scaccialepre, segretario Filt e Giuseppe Lupo, segretario Ugl-autoferro, definiscono quelli di Russo «provvedimenti assolutamente indecenti» e chiedono l'intervento della Regione.
«Alla Gtm si fanno assunzioni apicali senza alcuna necessità e si deliberano ben tre promozioni senza concorso caratterizzate dalle indubbie violazioni degli accordi vigenti e senza che ricorrano i presupposti, le condizioni e l'urgenza», rincarano la dose chiamando alla mobilitazione i dipendenti Gtm. E il prossimo loro passo sarà il ricorso a istituzioni e magistratura.