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Data: 20/01/2012
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
Tra Puglia e Campania è guerra sulle ferrovie. Introna e Decaro a Caldoro: «I treni veloci servono anche a voi»

Dopo la sede della presidenza della giunta regionale, anche quella degli uffici del Consiglio regionale, in via Capruzzi, è stata «vestita» con gli striscioni (due cartelloni 6 metri per 3) di protesta contro le politiche di Trenitalia che ha ridotto in maniera significativa i collegamenti, soprattutto nella fascia notturna, dalla Puglia verso il Nord e vic eve r s a . «Prendo atto - è il commento del presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna - della disponibilità dichiarata dal ministro Passera ad affrontare il problema dei collegamenti ferroviari ridimensionati da e per il Sud, ma appartengo alla scuola dell'apostolo Tommaso: non credo finché non tocco con mano. Attendiamo la comunicazione ufficiale della nuova programmazione, che corregga il default dei trasporti ferroviari pugliesi messo in atto dai tagli di Trenitalia. Aspettiamo l'indicazione puntuale di nuove coppie di treni da Lecce a Milano e viceversa». Quindi lo stesso Introna si rivolge al governatore della Campania, Caldoro, che a margine dell'incontro di martedì al ministero dello Sviluppo economico e dei Trasporti, ha chiesto che le regioni maggiormente beneficiate dalla realizzazione della socialista mi chiedo se le sue dichiarazioni siano ancora coniugabili con la cultura del riformismo meridionalista, che ha ispirato la nostra comune formazione. La lezione salveminiana, la storia e le dottrine di un passato che non andrebbe dimenticato, ci hanno chiaramente indicato che il futuro del Meridione non passa dal bilancino del farmacista, ma si nutre delle visioni lungimiranti di veri uomini di Stato». Campania governata dal centrodestra e Puglia governata dal centrosinistra vanno alla rottura del fronte del Sud? Secondo Introna non si deve arrivare a questo. «Il miglioramento degli scambi tra Tirreno e Adriatico dice - anche con linee ferroviarie moderne attraverso l'Appenni no, da Caserta a Foggia, era e continua ad essere nelle ragioni della sfida all'emarginazione e nella battaglia per il rilancio del Mezzogiorno. Mi auguro che quello di Caldoro sia stato banale infortunio lessicale e che le sue espressioni abbiano tradito la sua formazione culturale». A Caldoro ha indirizzato un suo intervento anche il capogruppo regionale Pd, Antonio D e c a r o . «le parole di Caldoro rischiano di riportarci ai tempi dei treni alimentati a carbone». Per Decaro, dire che chi trarrà maggrande opportunità per consentire a due grandi regioni del Sud di essere più competitive partendo proprio dalla mobilità dei propri cittadini, allora non abbiamo il timore di dire che il tanto decantato rilancio del Sud rischia di volare nel vento più veloce di un treno». Il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Tato Grec o , ha invece presentato una interrogazione per sapere «quanto è costata, come è motivata e quale è l'utilità della campagna di affissione di centinaia di cartelloni 6 metri per 3 con la scritta "La Puglia non è un binario morto". A che cosa serve tappezzare la regione con manifesti come quelli - chiede - quando i pugliesi sanno benissimo in che condizioni si viaggia in treno da e per la Puglia? È evidente che ancora una volta Vendola spende soldi pubblici a beneficio esclusivo e privato della propria immagine politica».

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