Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/04/2026
Visitatore n. 752.881



Data: 20/01/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
La riforma del tpl in Liguria - Amt, ecco l'accordo salva- bus "Da Roma i soldi per non chiudere" Aperto un tavolo di crisi che dovrà concludere i lavori entro febbraio: obiettivo l'azienda unica regionale

La Regione promette: non aumenteremo il bollo

NON verrà aumentato il bollo per tappare i buchi dei bilanci Amt, ma a parte questo la Regione, i comuni e le province sono pronti a fare di tutto per garantire che in qualche modo troveranno le risorse per salvare le aziende liguri del trasporto pubblico locale, e non solo l'Amt, dal fallimento. Lo prevede l'accordo tra azienda, enti locali e sindacati, conquistato faticosamente dopo una giornata di sciopero selvaggio e di occupazione della Regione. L'altra sera è stato votato dai lavoratori, ieri mattina la firma ufficiale in piazza de Ferrari con l'assessore ai Trasporti ligure Enrico Vesco, l'assessore provinciale Annamaria Dagnino, il vicesindaco Paolo Pissarello, il presidente Amt Ermanno Martinetto, l'amministratore delegato Paolo Cervetti, e i sindacalisti di Filt-Cgil, Fit-Cisal, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl, ma la strada per riempirlo di contenuti è ancora lunga. «Questa è un'apertura di credito alle istituzioni - ha detto subito Andrea Gatto, segretario Faisa - non è la prima volta che si fanno accordi che poi non vengono mantenuti, noi vigileremo e se le cose non vanno come devono, quello che avete visto in Regione sarà solo l'antipasto». Lo dice anche il volantino unitario, che parla di mobilitazione «sospesa momentaneamente». L'accordo prevede per altro termini stringenti, il primo punto costituisce un tavolo di crisi, che dovrà concludere i lavori entro febbraio con una riforma della legge 31 del 1998 «che costituendo il bacino unico regionale, persegua l'obiettivo della costituzione dell'azienda unica di trasporto regionale». «Su questo c'è la nostra piena disponibilità - garantisce l'assessore ai Trasporti Vesco - c'è già una bozza di legge pronta, attendiamo la formalizzazione delle osservazioni, noi andiamo avanti con la legge, ma l'obiettivo è che si arrivi poi all'azienda unica e qui registro ancora alcune resistenze dalle aziende del Ponente». Il tavolo comunque si è messo in moto e i sindacati hanno inserito già i loro paletti nell'intesa, dove si precisa che la riforma deve andare avanti «senza che la legge preveda o determini un peggioramento delle condizioni contrattuali economiche e normative per i lavoratori delle singole aziende». Il punto più contestato, quello che ha impegnato otto ore sulle otto e mezza del confronto in Regione, riguarda i finanziamenti. Innanzi tutto le parti si impegnano a chiedere «concordemente al governo nazionale il reintegro delle risorse per il trasporto pubblico locale». Rispetto ai due miliardi di euro del 2010 oggi infatti per il 2012 c'è una previsione di 1,6 miliardi, in parte ancora da confermare, e soprattutto il governo ha già fatto intendere che vorrebbe destinate queste risorse tutte al trasporto ferroviario. Per la Liguria questo significa che rispetto ai 135 milioni di euro destinati al settore nel 2010, oggi di assicurati a bilancio ce ne sono solo 99 e la conseguenza è il rischio di dissesto per tutte le aziende del settore. Le parti chiederanno così al governo che le regioni possano scegliere da sole quanta parte destinare alla gomma e quanto al ferro e comunque, dopo il 26 «se persistesse un'insufficienza di risorse per il trasporto su gomma tale da non garantire il mantenimento dell'attuale livello di servizio - recita l'intesa - la Regione, i comuni e le province attiveranno le opportunee necessarie azioni per il reperimento di risorse aggiuntive». Gatto ha già tradotto questo impegno parlando di nuove tasse, ipotesi che oggi la Regione respinge, ma non respinge l'impegno di trovare nuove soluzioni. Come? «La verità è che la leva fiscale deve essere liberata a livello nazionale - spiega il vicesindco Pissarello, riprendendo una posizione già affermata nettamente da Marta Vincenzi - il governo non si può prendere tutta l'Imu, se è un'imposta comunale deve essere lasciata ai comuni che possano stabilire come destinarla. altrimenti non se ne esce». Insomma, nonostante la firma dell'intesa abbia riportato un po' di sereno, la battaglia è ancora tutta aperta. «E il Comune deve riconfermare e attuare gli impegni dell'accordo di giugno», ha aggiunto Corrado Cavanna, segretario Filt. Dentro c'erano i trasferimenti agli ausiliari del traffico, gli interventi sui turni, l'inquadramento del personale, che ad oggi non sono stati attuati, così ieri mattina in fretta e furia sindacati e comune hanno riscritto a penna sul retro di un volantino l'impegno a dare attuazione all'intesa e anche l'intesa-bis è stata firmata. I punti 1,6 MILIARDI E' la cifra che il governo ha promesso al trasporto pubblico nazionale per il 2012 La distribuzione verrà decisa il 26 gennaio 2 MILIARDI La cifra che era destinata al settore nel 2010. Il governo Berlusconi l'aveva ridotta a 400 milioni, poi il governo Monti l'ha alzata a 1,6 mld 99 MILIONI La cifra destinata al trasporto pubblico locale a livello regionale oggi a bilancio, ma servirebbero 135 milioni 40 MILIONI Sono i fondi che mancano oggi a livello regionale per evitare il rischio di fallimento delle cinque aziende del trasporto pubblico locale in Liguria

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it