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Data: 06/12/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Tre mesi per cambiare. Del Turco annuncia l'avvio di una stagione di riforme. Bocciata la richiesta di una commissione d'inchiesta avanzata da Fi e An

L'Aquila. - La Regione Abruzzo si costituirà parte civile nei procedimenti penali scaturiti in seguito all'inchiesta sulla Fira. E' quanto contenuto, tra l'altro, nell'ordine del giorno approvato ieri a maggioranza durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale abruzzese, chiamato a discutere dell'argomento dopo che il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, aveva inoltrato una richiesta in tal senso. Nel documento si impegnano il presidente e l'esecutivo regionale ad intraprendere una serie di attività per garantire la riforma ed il perfetto funzionamento della Fira. Si va invece (l'orientamento è emerso chiaramente ieri, già dal discorso introduttivo del presidente Del Turco), verso lo scioglimento della Fira Servizi la cui nascita, hanno detto in aula numerosi consiglieri tra i quali anche alcuni di centrodestra, era stata appresa informalmente dalla stampa. Accanto alla riforma della Fira, nel documento si invita al monitoraggio delle società controllate e partecipate dalla regione. Il Consiglio ha invece bocciato la richiesta di una commissione d'inchiesta avanzata dai consiglieri Giuseppe Tagliente (Fi) e Benigno D'Orazio (An). Niente di fatto, invece, per quanto riguarda la seduta ordinaria del pomeriggio, dopo il question time, che è stata rinviata alle 16 di oggi per mancanza del numero legale. In commissione è iniziato l'esame del disegno di legge recante "determinazione dell'aliquota Irap, dell'addizionale Irpef e misure di risanamento del sistema sanitario regionale", il cui arrivo era atteso ieri in aula. Gli emendamenti presentati dal centrodestra sarebbero circa un centinaio. A tenere banco, ieri, è stata sostanzialmente la discussione della Fira. «Fira servizi - ha detto Del Turco -non è più uno strumento indispensabile. In tutti questi anni le direzioni e gli enti regionali hanno subito vere e proprie espropriazioni dalle funzioni. per questo ritengo che vada sciolta al più presto». Del Turco ha anche annunciato l'avvio di una stagione di riforme: 30 giorni per la Fira, 90 giorni per tutti gli enti strumentali, che prevede la riduzione delle Ater, delle Asl e degli Ato. Critici gli interventi del centrodestra. «Il Consiglio - ha detto Tagliente - ha approvato un ordine del giorno in spregio allo statuto che attribuisce al presidente della Giunta poteri che sono di esclusiva competenza del Consiglio stesso». Secondo il consigliere di An, Fabrizio Di Stefano «dalla relazione del presidente Del turco è emersa la carenza di una proposta politica concreta. E' sembrato di assistere solo all'enunciazione di slogan - ha detto - lanciati su temi sensibili quali la razionalizzazione dei costi della politica, la riorganizzazione degli enti strumentali. Il Consiglio odierno poteva rappresentare invece un'importante occasione per ampliare il raggio di azione del confronto politico». Vito Domenici, l'ex assessore regionale che ha firmato la legge 16 sui capannoni industriali, ha difeso le scelte dell'epoca. «Occorre - ha detto in aula - contestualizzare gli eventi». Secondo il consigliere di maggioranza dell'Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, «il problema è non la mancanza di regole ma la loro non applicazione. La legge istitutiva della Fira - ha detto - prevede che entro il 15 ottobre la finanziaria regionale trasmetta al Consiglio una relazione sull'attività svolta. Sono passati due anni ed io non ho ancora visto alcuna relazione. A fronte di una miriade di enti strumentali il Consiglio regionale non ha alcun potere di controllo». Soddisfatta dell'approvazione dell'ordine del giorno la capogruppo. di Prc, Daniela Santroni. »Questo governo regionale e la sua maggioranza - ha detto - se intendono davvero inaugurare una nuova stagione politica fatta di trasparenza,deve interrogarsi sui costi del potere per gestire la politica» partendo dal caso Fira, il consigliere dei Ds, Stefania Misticoni, ha chiesto l'istituzione di una commissione speciale per la riforma degli enti strumentali della regione «perchè -ha detto - non basta ridurre i numeri dei consigli di amministrazione ma è indispensabile verificare l'utilità di molti strumenti e società di scopo». Dopo i casi Fira e Montesilvano, ha commentato invece il capogruppo dei Verdi,Walter Caporale, «In Abruzzo è suonato un campanello, per dire che il precipizio è davanti, a un passo. Cambiare direzione è l'unico modo per non cadere in quel baratro».

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