L'inchiesta su Ecosfera e gli appalti truccati e finanziati con fondi comunitari non poteva che aprire una voragine per le mille attività e interessi della società romana di Duilio Gruttadauria. Tra i risvolti valutati ieri quelli relativi all'intreccio del colosso con tutti i suoi addentellati anche con la più famosa cricca di Anemone e compagni che spunta un po' dappertutto, compresa ovviamente la ricostruzione dell'Aquila.
Si parla di consulenze e assunzioni clientelari come tangenti e dalle carte acquisite dalla polizia nei giorni scorsi nella sede romana di Ecosfera, la società al centro dell'operazione Caligola, spuntano personaggi di primo piano coinvolti negli ultimi grandi scandali dello scorso anno. Quello che potrebbe uscire fuori dall'esame di questi documenti che da ieri sono al vaglio degli uomini del dirigente della mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, potrebbe far allargare a macchia d'olio l'indagine della procura dell'Aquila. Il riferimento è per esempio ai rapporti tra Ezio Gruttadauria, fratello di Duilio, e Diego Anemone e al fatto che il figlio di Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, sia uno dei tanti assunti nella Ecosfera piglia tutto: un fatto accertato nell'ambito dell'inchiesta sul G8.
Ma i collegamenti che potrebbero emergere sono anche altri e di notevole interesse. Basta citare il nome di Gaetano Fontana, attuale coordinatore dei lavori della ricostruzione post terremoto all'Aquila e di Enrico Nigris, socio di Ecosfera, per comprendere quali e quanti spunti investigativi dovranno essere vagliati nei prossimi giorni. Un connubio, quest'ultimo, che va avanti da diverso tempo, da quando cioè Fontana era dirigente al ministero delle Infrastrutture: ministero che compare anche nelle carte dell'inchiesta Caligola e in alcune intercettazioni. Un ministero che ha fatto lavorare molto Gruttadauria e la sua società che, per sua stessa ammissione, ha sempre trattato lavori con le pubbliche amministrazioni e soprattutto con un sistema rodato per ottenere i lavori: pagare le mazzette, attraverso consulenze o assunzioni clientelari fa poca differenza.
Il governatore Chiodi finora è stato molto cauto dopo il coinvolgimento del suo vice, Alfredo Castiglione, in questa inchiesta. «L'avviso di garanzia è una tutela per l'indagato. Per ora posso dire solo questo, vediamo lo sviluppo delle indagini» si è limitato a dire ieri sera. Castiglione è indagato per corruzione e suoi uffici hanno ricevuto più perquisizioni dalla polizia.
Il capitolo-Regione è ampio, però. L'annunciata sostituzione dell'arrestata, indagata e dimissionaria dirigente regionale Giovanna Andreola, punto di snodo nevralgico di tutta l'inchiesta Caligola, è atteso a breve. Si parla di uno spacchettamento delle sue competenze tra Sorgi e un'altra figura da individuare. E pare che sia stato chiesto alla Oics la revoca dell'appalto sui fondi Ipa.
Eppure nei palazzi regionali si corre anche per altro: la Andreola era una pedina importante per il suo duplice ruolo che la vedeva anche referente dell'Abruzzo all'interno dell'Oics. Il problema è garantire e spiegare alla Ue cosa sia successo: Chiodi ha scritto una lettera a Bruxelles dove si recherà per spiegare di persona il 25. Il pericolo di perdere l'autorità di gestione del progetto Ipa è tangibile e l'Abruzzo rischia grosso. Ecosfera per la Regione ha avuto nel 2006 anche l'appalto per il Piano paesaggistico ma non ancora non c'è traccia dei documenti, solo carte preliminari. Ad Avezzano, invece, lo studio del piano strategico per il rilancio della città (affidato sempre ad Ecosfera) è stato sospeso dalla II commissione.