L'ex assessore: «Non ricordo quel colloquio»
L'ex capo del Dipartimento alla Stati: «Gli esperti diranno che non ci sarà la scossa che fa male»
«Ti chiamerà De Bernardinis, adesso, perché gli ho detto di fare una riunione lì all'Aquila su questa vicenda dello sciame sismico che continua, in modo tale da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni. Io non vengo, ma ti faccio venire i massimi esperti dei terremoti, è più un'operazione mediatica, hai capito? Così loro che sono i massimi esperti del terremoto diranno che è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di magnitudo 4 della scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa che fa male, hai capito?».
Ieri mattina in Procura non si è parlato d'altro dopo la pubblicazione, sul sito Internet di Repubblica, dell'intercettazione telefonica del 30 marzo tra l'ex numero uno della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso e l'ex responsabile regionale della Protezione civile, Daniela Stati, dopo che L'Aquila era stata interessata da una scossa del quarto grado della scala Richter. Lo stesso pm che ha condotto l'inchiesta sui crolli e sulla commissione Grandi rischi, Fabio Picuti, ha detto di aver appreso dallo stesso sito l'esistenza dell'intercettazione e telefonica, che si conclude con Bertolaso che dice alla Stati: «Fatelo sapere che c'è questa riunione, che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente e invece di parlare io e te facciamo parlare i massimi scienziati della sismologia». «Va benissimo» risponde la Stati.
Una intercettazione telefonica del filone d'inchiesta sul G8 della Maddalena (delle 2.200 su Bertolaso) che non è stata trascritta, in quanto non pertinente con l'indagine stessa. La procura di Firenze cercava prove, che poi trovò, dei contatti di Bertolaso con l'imprenditore Diego Anemone (entrambi indagati per corruzione) e finì, inconsapevolmente, per ascoltare la gestione mediatica delle due emergenze di Campania e Abruzzo. «Non mi ricordo di questa telefonata - dice l'ex assessore regionale con delega alla Protezione civile, Daniela Stati - e cosa avrei dovuto fare? Questo schifo è tutto a carico di Bertolaso. Da un mese e mezzo ero assessore, più che chiamare Bertolaso cosa avrei dovuto fare? Io mi sono attenuta al verbale, al comitato scientifico, tanto ho rotto le scatole su cosa avremmo dovuto dire alla città che le mie richieste furono cancellate nel verbale. Sono sconcertata - prosegue -. Lo dirò fino alla morte, io non avevo padroni romani né protettori politici, mi dovevano eliminare».
L'ex assessore, già ascoltata come teste a fine 2011, davanti al giudice Marco Billi si è rammaricata perché «non c'era motivo di creare inutili allarmismi, questo mi veniva detto e questo io dicevo alla stampa. Poi è stata mandata in tv solo la mia dichiarazione come fossi stata l'unica a non dare un allarme. Moralmente mi sono sentita in colpa pur non dovendo sentirmici».
Il deputato del Pd Giovanni Lolli ha definito «agghiaccianti» la parole di Bertolaso. «Compito della Protezione civile - ha detto - non è quello di tranquillizzare l'opinione pubblica addirittura ricorrendo a sceneggiate mediatiche, al contrario è quello di predisporre tutte le misure di prevenzione possibili tra le quali c'è anche quella di informare correttamente i cittadini e di renderli consapevoli dei rischi e dei comportamenti adeguati necessari». Il deputato presenterà un'interrogazione.