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Pescara, 06/04/2026
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Data: 20/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cade dal treno, grave un pendolare. L'uomo ha battuto la testa ed è stato ricoverato in ospedale

AVEZZANO - È un generale clima di abbandono e di desertificazione, ma anche di pericolo, quello che contraddistingue la situazione sulle ferrovie marsicane. Di pericolo innanzitutto: l'altro giorno si è verificata una vicenda gravissima a Balsorano: un passeggero di 44 anni proveniente da Sora e diretto verso la Marsica è caduto dal treno mentre questo era fermo o si stava appena fermando alla stazione ferroviaria. È caduto sul marciapiede prospiciente i binari battendo la testa. L'episodio è di difficile ricostruzione: fatto sta che un'ambulanza del 118 lo ha soccorso dopo che alcuni viaggiatori lo hanno aiutato a rialzarsi ed è stato trasportato all'ospedale di Sora con la testa sanguinante. Uno degli infermieri ha detto ai testimoni che la situazione fosse grave.
Il treno in questione porta gli studenti rovetani ad Avezzano utilizzando motrici a gasolio. Ma la strada elettrificata, la famosa Roma-Pescara, è in costante abbandono. Un dato lo fornisce Oreste Luciani, pendolare storico della Avezzano-Roma. Quei treni sono stati abbandonati. Esempio: il treno delle 7.49 che transita a Tagliacozzo raccoglieva almeno 350 alunni l'anno passato che arrivavano ad Avezzano poco dopo le otto per poi recarsi negli istituti superiori. Ora salgono su quelle carrozze solo sessanta persone. L'ipotesi di Luciani è che le Ferrovie alimentino il disservizio per poi chiudere una linea che non rende a sufficienza.
Ma l'addetto stampa di Ferrovie dello Stato Regubini ha sempre smentito questa circostanza: «Abbiamo intenzione di restare, dal momento che la Regione ci paga». Ma i fatti testimonierebbero il contrario: dall'inizio dell'anno l'orologio della stazione di piazza Matteotti va avanti (o indietro?) di sei ore. Cammina, ma nessuno si sente in obbligo di rimetterlo a posto. Sciatteria, disinteresse, abbandono: nella stazione ferroviaria di Avezzano, una delle più importanti dell'Abruzzo negli anni Sessanta- Settanta, non ci sono più i bagni: sono stati murati. L'orologio non funziona e le fontanelle di acqua sono state chiuse. La zona di piazza Matteotti che dovrebbe essere il centro della città e dove dovrebbe sfociare l'isola pedonale di Corso della Libertà, punto elegante di Avezzano (secondo i sostenitori dell'Isola) è un luogo di abbandono, di inciviltà dove il sindaco di Avezzano Floris ha dichiarato che piazzerà una telecamera per dare una soluzione definitiva agli episodi di violenza e di grave violazione della legge che vi si verificano.
E sull'antistante parcheggio a strisce bianche si trova un giaciglio a cielo aperto corredato da bottiglie di acqua e di alcol. Qualcuno dorme tra le auto e nel sottopassaggio qualche settimana fa qualcuno lanciò una bomba carta ai piedi di una ragazza, La Polizia Ferroviaria annunciò indagini ma quel vandalo non fui mai trovato.

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