"E' impossibile immaginare una regolazione del processo di liberalizzazione del settore che non tenga conto, anche delle norme di impiego e retributive". È quanto sostiene il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso in merito ai provvedimenti sui contratti nel settore ferroviario contenuti nella bozza sul decreto legge liberalizzazioni.
Il riferimento è alla parte della bozza sul contratto delle ferrovie, in cui si prevede che la separazione di Rfi da Fs verrà decisa sulla base di una valutazione dell'Autorità delle reti nel settore ferroviario. Non ci sarà più l'obbligo per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia di osservare i contratti collettivi nazionali di settore.
Osserva Nasso: "Le regole del lavoro rappresentano un fattore determinante per una competizione trasparente nel trasporto ferroviario, un'attività a significativa intensità di manodopera, gran parte della quale particolarmente qualificata per garantire adeguati standard di sicurezza".
Secondo il numero uno della Filt "la norma che fa riferimento ai contratti nelle ferrovie, introdotta lo scorso settembre, era di incerta esigibilità, tanto che fin da allora il sindacato ha sollecitato, senza ottenere alcun riscontro, gli uffici legislativi dei ministeri del Lavoro e dei Trasporti per verificare gli effettivi contenuti ed i possibili effetti".
"Si tratta - sostiene Nasso - di una norma che va certamente modificata, introducendo un chiaro riferimento al contratto di settore quale elemento per la stessa qualificazione delle imprese ferroviarie e degli altri operatori autorizzati a svolgere attività sull'infrastruttura ferroviaria nazionale, sulle tratte ferroviarie diverse ma ad essa interconnesse, nella manovra e nella terminalizzazione di convogli ferroviari".
"Questo campo di applicazione - ricorda infine il segretario generale della Filt - è stato peraltro giustamente adottato quattro anni fa in occasione dell'istituzione in Italia, per effetto di direttive comunitarie, dell'agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, incaricata di un delicatissimo ruolo nel sistema".