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Data: 21/01/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Ferrovie, no all'obbligo di contratto nazionale I sindacati insorgono: "Non si tocca"

La bozza di decreto sulle liberalizzazioni stabilisce che le imprese ferroviarie e le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia, possano non seguire le norme di settore. Ntv: "Norma condivisibile ma noi non ci opponiamo alle regole nazionali"

ROMA - Nuovo fronte di polemica sulle liberalizzazioni. Nella bozza di decreto sulle liberalizzazioni 1 1 è prevista l'eliminazione dell'obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia, di osservare i contratti collettivi nazionali di settore, anche con riferimento - salvo rispetto delle leggi vigenti - alle prescrizioni in materia di condizioni di lavoro del personale.

Un passaggio che ai sindacati non piace. "E' indispensabile un riferimento chiaro al contratto di settore - afferma il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso - È impossibile immaginare una regolazione del processo di liberalizzazione del settore che non tenga conto anche delle norme di impiego e retributive". "Non riusciamo a comprendere per quale motivo si ritenga giusto o vantaggioso per gli utenti scollegare le condizioni di lavoro del personale dalle norme contrattuali con le 52 imprese ferroviarie che oggi hanno la licenza per l'esercizio dell'attività sui binari italiani" commenta il segretario generale della Fit-Cisl, Giovanni Luciano. Di "disertificazione dei diritti" parla invece il segretario generale della Uilt, Luigi Simeone. Critica anche l'Ugl: "Siamo sconcertati dalla possibilità che le aziende operanti nel comparto ferroviario siano esentate dall'applicazione del contratto collettivo di settore, come emerso dalla bozza sul dl liberalizzazioni che sta circolando in questi giorni" dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Trasporti, Fabio Milloch.

Prende posizione anche NTV, la società di trasporto privata guidata da Luca Cordero di Montezemolo. Da una parte plaudendo alla nuova norma: "E' condivisibile, in quanto in un processo di liberalizzazione sarebbe assolutamente miope obbligare i nuovi entranti ad adottare i contratti collettivi del passato". Dall'altra precisando, però, che "quella norma non serve a Ntv in quanto nel luglio scorso abbiamo firmato un contratto innovativo, che da un lato recepisce i punti già concordati al tavolo di rinnovo del Contratto nazionale sulla Mobilità, sezione attività ferroviaria, e dall'altro mette a punto un proprio integrativo aziendale, basato su merito, trasparenza, produttività" si legge in una nota. Un accordo che, prosegue Ntv,"prevede le stesse tutele garantite da Fs in materia di malattia, maternità, infortuni, congedi cura, ferie e permessi". Conclusione: "Ntv non si oppone al contratto nazionale, vi aderisce già".

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