AVEZZANO - "Viaggiare è diventato insostenibile, sembrano vagoni di deportati". A pronunciare queste frasi, forti ma dettate dall'esasperazione, Lucia Proto, presidente del Comitato pendolari 5:30.
Denuncia la carenza di servizi, i tempi di percorrenza lunghissimi e il sovaffollamento sui treni della tratta Pescara - Roma che ogni giorno vengono utilizzati da migliaia di passeggeri. Il comitato ha già promosso una petizione per un servizio più "dignitoso".
"Chiediamo il raddoppio della tratta Pescara - Roma, una linea ormai obsoleta e non è vero che mancano i soldi, si tratta solo di saper chiedere e spendere le risorse in gran parte destinate dallo Stato al Nord. Noi viviamo quotidianamente i tanti disagi con carrozze sporche, c'è addirittura chi si è ritrovato con i pidocchi - affonda la Proto - e quando si stanno per raggiungere le grandi città come Roma o anche Pescara, ecco che i treni riempiono. In molti casi i finestrini non si aprono, manca l'aria condizionata e col caldo immaginate come si può viaggiare. Inoltre se qualcuno nella ressa, si sente male, è anche difficile soccorrerlo. Non chiediamo la luna, solo di poter viaggiare per andare a lavorare o a studiare dignitosamente". Il Comitato ha annunciato assemblee in tutte le città interessate dalla tratta Pescara - Roma. "E' impossibile che da Avezzano per Roma si impieghino tre ore e da Pescara 5 ore, quando va bene" prosegue la presidente. Le richieste sono ben precise e indirizzate alle Istituzioni affinché un viaggio di lavoro o di studio non diventi un'odissea quotidiana.