MILANO - «La Lega non è mai stata divisa, eravate voi che lo speravate, ma sapevo che non sarebbe successo niente»: ha risposto così il leader della Lega Umberto Bossi alla manifestazione indetta dalla Lega a Milano. «È stato facile riunire», ha aggiunto guardando ai tanti militanti arrivati in piazza. L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni - a suo fianco e nell'occhio del ciclone in questi giorni per una presunta rottura con il Senatùr - auspica invece che si vada alle elezioni anticipate ma crede che questa eventualità sia «difficile». A margine della manifestazione contro il governo Monti organizzata dalla Lega, a chi gli ha chiesto se si andrà a votare, Maroni ha replicato: «Spero di sì ma mi pare difficile» e ha spiegato i motivi della manifestazione di domenica: «Siamo qui - ha detto - per protestare contro un governo che mette solo tasse, che risparmia i grandi poteri delle liberalizzazioni».
IL CAPOGRUPPO - Manifestazione leghista che segue la riunione dei vertici della Lega, nella quale Bossi ha annunciato alla «Padania» che Marco Reguzzoni è stato sostituito da Paolo Dozzo alla presidenza del gruppo alla Camera. «Ognuno - ha sottolineato Bossi- ha fatto un passo indietro. Sia Maroni che in fondo è stato danneggiato per la scelta del Movimento - un riferimento al veto sui comizi poi rimosso, - sia Reguzzoni che pur essendo stato un buon capogruppo ha fatto a sua volta un passo indietro». Ma «si è risolta una importante questione sotto la guida di Bossi, grazie al quale è stata trovata compattezza e unità» ha commentato Maroni. Nella sede della Lega venerdì oltre a Bossi, Maroni e Calderoli c'era proprio Reguzzoni, protagonista principale del duello con l'ex ministro dell'Interno. Mentre i veleni sotterranei continuano, l'ex ministro Maroni minimizza e ha circoscritto lo scontro: «Ma quale spaccatura della Lega? - ha detto - C'è stata un'operazione contro di me rispedita al mittente».