Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/04/2026
Visitatore n. 752.881



Data: 23/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Bossi: governo infame, il Pdl lo sfiduci «Altrimenti cade la Lombardia». Ma non fa parlare Maroni e viene fischiato dalla piazza

ROMA. «Monti infame fuori dai c..., fanculo Roma». Umberto Bossi ha bisogno di ricorrere al peggior repertorio della sua aggressività verbale per tentare di rilanciare, nel giorno della manifestazione contro il governo, l'immagine di una Lega unita. Missione fallita. Una selva di fischi in piazza Duomo, fatto, questo sì, nuovo e significativo, fa capire a chiunque non sia politicamente sordo quanto profonda e irreversibile sia ormai la spaccatura nel Carroccio. I fischi hanno sottolineato l'invito del Senatùr a Maroni e Reguzzoni a darsi la mano sul palco (cosa che i due si sono ben guardati dal fare), ma soprattutto la scelta di non far parlare Maroni. I fischi hanno salutato e sbeffeggiato Rosy Mauro, ancella di Bossi, e rappresentante di quel "cerchio magico" contro cui sono schierati ormai senza tregua i maroniani. «Cerchio tragico, salviamo il soldato Bossi», non a caso recitava un cartello in piazza. E a condire i fischi, dalla piazza si è levato un inequivocabile: «Maroni-Maroni».
«Mi è dispiaciuto molto - ha scritto ieri sera l'ex ministro dell'Interno su Facebook, rivolgendosi ai suoi fedelissimi - non poter parlare per salutarvi e condividere con voi queste sensazioni». Si è detto però «felice» per la convocazione dei congressi provinciali e regionali entro giugno decisa ieri dal consiglio federale. «Così come richiesto dai nostri militanti», sottolinea Maroni. Tanto per render chiaro che si tratta di una nuova, chiara vittoria dei maroniani.
Se questo è l'orizzonte, quello di uno scontro interno che per i prossimi mesi si annuncia senza esclusione di colpi, è chiaro come Bossi abbia bisogno di alzare il livello dello scontro contro il governo Monti e chiunque lo sostenga. Compreso Berlusconi, che ieri è stato brutalmente avvertito: «Non è possibile pretendere di parlare con noi e contemporaneamente sostenere il governo Monti, non tenere i piedi in due scarpe, non ci piace chi lo fa». E quindi l'ultimatum al Cavaliere: «Faccia cadere questo governo infame o non riuscirà a tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno». Dura la replica di Formigoni: «In Lombardia, Veneto e Piemonte abbiamo fatto accordi elettorali, attenti a non innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del Nord». Come dire: se salta la Lombardia, saltano anche Cota e Zaia. Certo la Lombardia resta a rischio. Non a caso il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intervenendo a un incontro di Sinistra e libertà, esordisce: «Vi porto una buona notizia: oggi Bossi è stato fischiato dai militanti della Lega. L'altra buona notizia è che il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si sta per dimettere».
Per Bossi è però indispensabile rinfocolare gli animi dei lumbard contro i nemici esterni. Quello di Monti è dunque «un governo infame», e al Professore rivolge l'invito: «Monti fuori dai c...». Poi il consueto duetto con la piazza: «Padania?», e tutti: «Libera!». «E Roma? Fanculo...». «Rozze e disgustose minacce», replica il sindaco della Capitale Alemanno, «Bossi ormai è un caso di follia», ma stiano attenti perché il Pdl è determinante in Piemonte e Veneto. Mentre per Nicola Zingaretti (Pd) «per Bossi ormai non si può provare che umana pietà».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it