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Pescara, 06/04/2026
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Data: 23/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Taxi fermi in tutta Italia. Stop dalle 8 alle 22. «Hanno svegliato il gigante che dorme» Parte da oggi una raffica di scioperi, dalle farmacie alle Fs, dai Tir agli avvocati

ROMA. I tassisti non rinunciano alle maniere forti e, per protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti, si fermeranno oggi in tutta Italia. Il loro è il primo di una serie di scioperi indetti da molte delle categorie coinvolte dalle novità, dai farmacisti ai tir, dagli avvocati ai benzinai, tutti sul piede di guerra contro il provvedimento elaborato dal cdm di venerdì, di cui però non si conoscono ancora i dettagli normativi.
23 gennaio - Taxi. Dopo giorni di agitazione selvaggia, le auto bianche hanno confermato lo stop dalle 8.00 alle 22.00 di oggi in tutte le città italiane. I tassisti chiedono un incontro con il governo per discutere della licenza part-time e dell'Authority delle reti, incaricata di decidere sull'assegnazione delle licenze. Unica-Cgil chiede a Napolitano di non firmare il decreto. «Non hanno capito cosa sta per succedere, hanno svegliato il gigante che dorme», ha minacciato il segretario nazionale di Ugl-Taxi Marinelli.
23-27 gennaio - Tir. Gli autotrasportatori di TrasportoUnito si fermano per ben 5 giorni, giudicando insufficienti le misure per trimestralizzare il recupero di una parte delle accise sui carburanti.
27 gennaio - Fs. Lo sciopero di 24 ore (dalle 21 del 26 gennaio) è stato proclamato dall'Orsa per protestare contro quello che viene considerato «un attacco al lavoro», ovvero la cancellazione dell'obbligo di applicare il contratto nazionale di settore. I sindacati di base protestano invece contro la manovra salva-Italia «che riduce il potere d'acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'Iva, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina», contro l'Ici sulla prima casa e contro la riforma delle pensioni.
1 febbraio - Farmacie. Nonostante il passo indietro del governo sui farmaci di fascia C, Federfarma ha annunciato la chiusura dei punti vendita «se il Parlamento non modificherà il decreto». La Federazione è favorevole a nuove aperture pari ad un massimo del 10% del totale delle farmacie esistenti e rifiuta la prospettiva di un aumento dell'attuale numero fino a un massimo di 7.000 esercizi in più.
23-24 febbraio - Avvocati. I legali hanno proclamato sette giorni di sciopero, i primi due il 23 e il 24 febbraio, gli altri a marzo a cavallo del loro congresso straordinario, convocato per il 9 e il 10 marzo. Pronti sit-in davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi.
Benzinai - 10 giorni da definire. Il fronte dei gestori è spaccato. La Figisc Confcommercio ha minacciato 7 giorni di serrata, ma è pronta a revocarli, mentre Faib e Fegica hanno per il momento confermato i loro 10 giorni di agitazione (da effettuare in pacchetti di tre giorni), in attesa di vedere il testo definitivo del decreto. La Fegica non lamenta un eccesso di liberalizzazioni, ma una carenza, perchè il decreto sarebbe troppo «rispettoso» delle esigenze dei petrolieri.

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