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Data: 24/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La protesta dei tir - Il blocco dei Tir ferma la produzione alla Sevel. Lunghe file di automezzi davanti ai principali caselli delle autostrade

Presidi dalla Val Vibrata e Vasto, nelle fabbriche già scarseggiano le forniture

PESCARA. Si estende a macchia d'olio anche in Abruzzo la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante e i provvedimenti del governo Monti. Dalla Val Vibrata fino a Vasto, i camionisti organizzano presidi pacifici nei pressi dei principali caselli delle autostrade bloccando il traffico e le forniture alle fabbriche. Non a caso la Sevel, la più grande fabbrica d'Abruzzo (6mila operai), ha dovuto fermare la produzione ieri notte e nel turno di questa mattina (turno 5,45-13,45).
È la Val di Sangro il cuore dell'industria regionale, ed è lì che la protesta si fa sentire di più. Lo sanno i camionisti, a fare capannello lungo la strada, e lo sanno anche quelli che sono stati battezzati "i forconi abruzzesi", agricoltori e contadini scesi in strada un po' per solidarietà, un po' per far sentire anche la loro voce.
Una lunga colonna di camion, oltre 100 solo nella mattinata di ieri, ha invaso per ore la fondovalle Sangro nei pressi del casello autostradale all'uscita Val di Sangro. Qualcuno era già sul posto già dall'altra notte. Il disagio degli autotrasportatori era diretto proprio al nucleo industriale abruzzese, dove si produce la maggior parte dell'export della regione.
Il casello dell'A14 uscita Lanciano è stato infatti quasi ignorato: pochi camion si sono fermati lungo la rotonda che precede il casello nel comune di Rocca San Giovanni e solo nelle prime ore della mattinata per poi virare verso Atessa.
Qui, sulla statale Fondovalle Sangro che collega l'agglomerato industriale della Sevel di Atessa al casello dell'A14, la protesta ha formato una coda lunga dieci chilometri.
Quasi cento mezzi pesanti hanno spento i motori, fermandosi ai lati della strada, ma consentendo comunque la circolazione. E la protesta è arrivata fino alla Sevel. Il blocco ad oltranza delle forniture ha costretto al fermo lo stabilimento del furgone Ducato Fiat, sia ieri notte nel turno dalle 22,15 alle 5,45, sia questa mattina, dalle 5,45 alle 13,45.
PESCARA. La protesta in Abruzzo aveva preso il via nella notte tra domenica e lunedì davanti al casello di Città Sant'Angelo-Pescara Nord, dove già da venerdì era stato organizzato un presidio simbolico del cosiddetto "Movimento dei forconi - Abruzzo", per dare seguito alle iniziative promosse in Sicilia e in Calabria.
Dalle prime ore di domenica, una quarantina di mezzi pesanti si sono fermati al casello di Pescara Nord. I veicoli coinvolti, all'ingresso dell'autostrada e nelle diverse aree di sosta, durante tutta la giornata, avrebbero raggiunto quota duecento. La manifestazione non ha creato particolari problemi, ad eccezione di qualche rallentamento. Tir in fila anche a Villanova di Cepagatti e a Francavilla.
VASTO. Blocco stradale anche nei pressi del casello di Vasto Sud, dove, per tutta la giornata, hanno stazionato una cinquantina di tir destinati alla zona industriale di San Salvo e Punta Penna.
TERAMO. Situazione analoga anche nel Teramano, nei pressi dei caselli di Giulianova-Teramo, Roseto e Val Vibrata. Ai Tir in transito è stato impedito di proseguire verso l'autostrada e ai conducenti è stato rivolto l'invito a parcheggiare i propri mezzi nelle diverse aree di sosta, per prendere parte alle manifestazioni.
PORTI. Condividono le ragioni della protesta anche le marinerie di Ortona, Vasto e Giulianova, con orari di pesca ridotti e blocco dei camion in entrata e in uscita dai porti.
AVANTI A OLTRANZA. Le manifestazioni vanno avanti anche oggi. I camionisti minacciano forme di protesta più dure, con il blocco totale dei mezzi pesanti, anche di quelli che trasportano carburante. Disagi per i cittadini potranno registrarsi a partire dal terzo giorno. Per le fabbriche, invece, i problemi già sono arrivati.

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