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Pescara, 06/04/2026
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24/01/2012
Il Messaggero
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La protesta dei tir - Allarme per la rivolta dei bisonti merci ferme, stop alla Sevel. Presidiate le uscite della A14, disagi al traffico. Oggi annunciato il blocco totale
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Tir accelera davanti al picchetto: trasportatore urtato a Roseto
PESCARA - Sono fuori dai caselli del tratto autostradale abruzzese della A14 mentre su A24 e A25 è andata meglio. Ma lungo la costa, la rivolta dei tir ha preso le forme della protesta divampata in tutta Italia tra disagi e tensioni e in un caso si è rischiato. Si teme invece per le produzioni rallentate a causa delle merci ferme. Anche perchè per oggi è annunciato un giro di vite da parte dei manifestanti che minacciano di bloccare l'ingresso all'autostrada anche se il traffico delle auto è garantito. Nel Teramano, si è fatta sentire soprattutto a Roseto la protesta dei camionisti contro il caro-gasolio e il caro-autostrade: intorno alle ore 8 di ieri mattina, infatti, alcuni autotrasportatori hanno bloccato il casello della A14 impedendo l'ingresso ai tir in transito e invitandoli a fermarsi nel parcheggio di un locale vicino. Ben presto il fronte degli scioperanti è aumentato. E non sono mancati momenti di tensione: un camion in uscita dal casello, ad esempio, alla vista del picchetto ha accelerato per non farsi fermare, rischiando di investire i colleghi e arrivando a urtarne uno, per fortuna senza gravi conseguenze. Alla Amadori di Mosciano invece sono saltati alcuni turni di lavoro a causa del mancato approvigionamento delle merci. «La nostra protesta avvantaggia tutti e non solo la nostra categoria - ha spiegato uno dei promotori del blocco -. Per questo, è importante che venga ripetuta nei prossimi giorni e che registri un'ampia adesione. Per stare qui, abbiamo rinunciato a un giorno di lavoro». Polizia Stradale e Vigili Urbani erano presenti sul posto per tutelare l'ordine pubblico. Il blocco dei tir nella zona di Pescara invece si è concretizzato in due punti: in prossimità del ponte Saline e al casello di Pescara nord Città Sant'Angelo. Circa 80 mezzi hanno occupato una corsia della strada provinciale. «Lavoro da quarant'anni - ha detto uno degli autotrasportatori - ci hanno strozzato con il carogasolio e con l'aumento delle tariffe autostradali». Hanno aderito quasi tutti i camionisti provenienti dalla zona sud di Montesilvano anche se qualche mezzo pesante è riuscito a passare. Sul posto carabinieri e polizia stradale a presidiare la situazione. Sul fronte sangrino, la protesta è scattata domenica alle 22 anche sulla statale 652 Fondovalle Sangro. Nel giro di poche si è ingrossata la lunga fila dei tir fermi sulla carreggiata, a partire dal casello ValSangro fino allo svincolo per la Sevel. Un serpentone di mezzi pesanti che si è snodato per circa 10 chilometri, fino a raggiungere poco meno di cento pachidermi della strada, alcuni anche con targa straniera. In conseguenza di ciò si è prima avuto ripercussioni anche sul traffico leggero, con le auto costrette a deviare sulla parallela provinciale pedemontana. Non sono comunque mancati momenti di nervosismo con gli automobilisti. Situazione costantemente monitorata da polizia e carabinieri. In conseguenza del blocco, ripercussioni ci sono state anche sul trasporto della produzione delle aziende metalmeccaniche sangrine, a partire dai bisarca che trasportavano i furgoni Ducato prodotti in Sevel. Proprio in serata dalla Fiat è arrivato il diktat: alla Sevel niente primo turno, per il pomeriggio si valuterà in corsa. Dopo il blocco totale iniziale, ieri i camion che trasportavano rifiuti o merce alimentare deperibile sono stati fatti circolare dai protestanti, i quali ritengono di proseguire la lotta ancora per un paio di giorni, se non addirittura ad oltranza.
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