Mobilità e cassa integrazione in aumento, chiesti investimenti per il rilancio dell'economia nel cratere
L'AQUILA. La punta dell'iceberg della crisi occupazionale, che attanaglia la provincia dell'Aquila, è tutta nel cratere. Il 2011 si è chiuso con un aumento esponenziale di cassa integrazione e disoccupazione: un primato negativo appannaggio del comparto industriale. Cgil e Cisl lanciano l'allarme. E richiamano la politica «alle proprie responsabilità».
«In Abruzzo, lo scorso anno, si sono registrati 500 mila nuovi occupati», ha dichiarato il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, «ma nella nostra provincia i numeri sono tutti negativi».
Nel 2011 i beneficiari degli ammortizzatori sociali sono stati 8.896 contro gli 8.904 del 2010. In Abruzzo si è passati dai 37.943 a 35.244.
«A crollare», spiega Trasatti, «è soprattutto la grande industria, mentre commercio e artigianato hanno retto un po' di più, con molte imprese aquilane che, dopo il sisma, si sono ricollocate in periferia. Nel settore industriale, nel 2011, sono state autorizzate 2 milioni 480.289 ore di Cassa straordinaria contro i 2 milioni 3.173 del 2010. La cassa in deroga è cresciuta del 140%».
Per la Cgil «nulla o quasi è cambiato nel mondo del lavoro, con un esercito di lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali: ben 9 mila tra mobilità, disoccupazione e cassa integrazione».
«La questione L'Aquila», afferma Trasatti, «va considerata un caso nazionale, legato all'emergenza del terremoto. Occorrono provvedimenti specifici, tarati sulle reali esigenze economiche del territorio». Trasatti incalza il Governo «a verificare ciò che sta accadendo all'Aquila: lo stallo totale dell'economia, la perdita di posti di lavoro, la necessità di misure atte al rilancio economico e sociale. I poteri devono tornare ordinari perché la città e il suo comprensorio possano avere un futuro».
Quanto all'annuncio dei 90 milioni di euro che arriveranno all'Aquila, il segretario della Cgil invita i politici «a non esultare. Questo risultato, seppure valido, andava raggiunto tre anni fa. Una misura da supportare con altri strumenti, come il rifinanziamento dei contratti di programma».
Sulla stessa lunghezza d'onda la Cisl, che cita l'analisi elaborata dall'Ufficio studi "Michelangelo Ciancaglini": «La disoccupazione in provincia è salita, dal 2010 al 2011, del 13%.
Le unità in cerca di lavoro sono passate, infatti, da 3.247 a 3.668», sottolinea Gianfranco Giorgi, responsabile Cisl L'Aquila, «i dati evidenziano come molti lavoratori che usufruivano di interventi a sostegno dell'occupazione sono oggi fuori dal mercato. L'analisi per settori attribuisce all'industria il primato negativo, con un aumento generale della cassa integrazione del 21,3%. Vanno meglio edilizia (-13,2 %), artigianato (-60,1 %) e commercio (-44,7 %). L'Aquila non suscita né l'interesse di grandi gruppi nazionali e multinazionali, né della media imprenditoria, capace comunque di creare movimento e nuova occupazione. La classe politica, già troppo presa dalla campagna elettorale, deve far quadrato intorno a un progetto comune, che porti all'Aquila soldi e investimenti. Occorre una maggiore incisività» conclude Giorgi «anche da parte di alcune associazioni di categoria, che si sono chiuse nel silenzio».