L'allarme del comitato: «Abbandonati e spaventati dalla scarsa sicurezza»
AVEZZANO - Il trasporto ferroviario della linea Pescara - Roma, a detta degli utilizzatori del servizio, lascia sempre più a desiderare, sia per la qualità delle carrozze, sia per la pulizia e sia, in modo particolare, per la puntualità. Un appello accorato arriva dai pendolari che si sentono abbandonati al loro destino. Molti gli studenti che ormai hanno rinunciato al treno. L'Arpa cerca di sostituirsi come può: aumenta qualche corsa la mattina, ma ne toglie durante la giornata.
Intanto Trenitalia fa chiarezza sull'accaduto nella stazione di Balsorano, sulla linea Avezzano - Sora, in merito alla caduta di un viaggiatore. «Il giorno 18 gennaio, si legge in un comunicato dell'ufficio stampa di Trenitalia di Pescara, il treno 7468, proveniente da Sora, giungeva alle 17,43, come da orario, a Balsorano al secondo binario; il treno 7469, proveniente da Avezzano, giunto in precedenza, sostava al primo binario, ma con le passerelle a raso libere per il passaggio dei viaggiatori. Un viaggiatore giunto con il treno proveniente da Sora, è sceso dalla carrozza ubicata in coda al convoglio ed è caduto attraversando il primo binario, non utilizzando la passerella di sicurezza a raso. Il capotreno e alcuni viaggiatori prestavano i primi soccorsi mentre veniva chiamata l'ambulanza che trasportava il ferito in ospedale. Il solo treno 7468 subiva un ritardo di ventuno minuti». Nessuna responsabilità quindi per le Ferrovie, in quanto tutto si è svolto nel rispetto delle norme regolamentari.
«Ormai non abbiamo più voce, i nostri lamenti si perdono nel vento e le nostre grida di dolore alle istituzioni, ormai non fanno più né caldo né freddo». Inizia così una lunga nota del comitato dei pendolari della tratta Avezzano - Roma. «Perché le istituzioni non ci rispondono? E l'assessore al ramo Giandonato Morra, perché non ci riceve? Perché continua a ignorarci? Cosa ha da nasconderci? Forse i problemi che ha sulla costa sono più importanti dei nostri della Marsica, un'area molto popolosa per la quale il treno è di primaria importanza?».
La cosa preoccupante che si vuole evidenziare, prosegue la nota, «è il continuo abbandono dei viaggiatori, sempre più spaventati dalla insicurezza del viaggio, perché non si sa né quando si parte, né quando si arriva». Ecco due casi eclatanti. «Il treno 2371, l'unico che va a Roma Termini, in partenza da Sulmona alle 5,52 e da Avezzano alle 6,50, viaggia in orario fino a Tivoli e poi si perde tra i treni metropolitani laziali accumulando ogni giorno dai venti ai trenta minuti di ritardo. Così il treno 2376, il più importante di ritorno dalla Capitale con partenza alle 18,27 da Tiburtina: parte in orario, ma nel tratto laziale accumula ritardi di 15 - 25 minuti che porta fino ad Avezzano». Insomma una situazione ormai non più sostenibile. Così per gli studenti. Fino ad un paio di anni fa, da Tagliacozzo per Avezzano, dove sono concentrate la scuole medie superiori, partivano almeno 300 ragazzi; ora ne partono una quarantina, poiché non è mai orario. Ieri mattina, ad esempio, ha accumulato circa trenta minuti di ritardo e per i ragazzi è saltata la prima ora di lezione. I genitori hanno deciso per l'Arpa, che ha aumentato due corse da Tagliacozzo, ma ha eliminato quelle delle 9,40 e delle 16,35 per Avezzano per pareggiare i costi. Sempre ieri mattina il treno 24009 da Avezzano alle 5,30 per Roma, è stato soppresso, con molti disagi per i pendolari, in quanto è uno dei più frequentati.