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Pescara, 11/04/2026
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Data: 25/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Blocco dei Tir, aziende in ginocchio. Abruzzo, aumentano le fabbriche che devono interrompere la produzione

Le marinerie di Vasto, Ortona e Giulianova restano nei porti per solidarietà

PESCARA. Si allarga il fronte di "Tir selvaggio" in Abruzzo. E soprattutto cominciano a pesare le conseguenze. Molte fabbriche, comprese le multinazionali come Sevel (Val di Sangro) e Pilkington (San Salvo) che trainano un indotto di centinaia di piccoli stabilimenti, preferiscono fermare la produzione o stanno per farlo a causa della mancanza delle forniture. Cominciano a scarseggiare gli approvvionamenti ai centri di grande distribuzione, nei mercati agroalimentari mancano i prodotti freschi, molti distributori di benzina chiudono o sono assediati da file di automobilisti alla ricerca del "pieno preventivo". Mentre nei porti di Vasto, Ortona e Giulianova le marinerie confermano lo stato di agitazione - per solidarietà o anche loro per protesta - e non escono in mare.
I BLOCCHI. Gli autotrasportatori presidiano i caselli ai principali caselli delle autostrade. Lunghe colonne di automezzi pesanti sono ferme nel Teramano (Val Vibrata, Mosciano), all'uscite A14 Pescara Nord-Città Sant'Angelo (200 tir), Villanova, e nel Chietino (uscite Val Di Sangro, Vasto Sud-San Salvo) fino al Molise in prossimità dell'area industriale di Termoli. La protesta, contro il caro-gasolio e le manovra del governo Monti, colpisce in modo particolare la viabilità lungo la superstrada Fondovalle Sangro che attraversa l'area industriale per eccellenza dell'intero Abruzzo. Gli autotrasportatori si sono organizzati: falò per riscaldarsi, una tenda dove è possibile (Val Vibrata), una porchetta allo spiedo nei casi migliori. Gli autotrasportatori chiedono l'installazione di bagni chimici (ma la richiesta per ora non è stata accolta).
Il questore di Pescara, Paolo Passamonti ha raggiunto, assieme ad agenti Digos, il casello di Città Sant'Angelo-Pescara Nord dell'A14. Qui nella mattinata di ieri si era verificato un piccolo incidente. Alcuni autotrasportatori avevano staccato il tubo del gasolio dalla pompa di un Tir tedesco diretto a sud. Attimi di tensione, poi l'incidente si è ricomposto: il camionista tedesco ha riattaccato il tubo e proseguito in direzione di Francavilla. Il questore ha ricordato ai manifestanti che quello in corso non è un blocco dei mezzi pesanti, ma un presidio e che, quindi, i camionisti che vogliono mettersi in viaggio sono liberi di farlo.
Attimi di tensione, circoscritti fortunatamente a qualche spintone, anche allo svincolo dell'A14 Val Vibrata. Dopo il violento episodio di lunedì sera a Colonnella, sempre nei pressi del casello autostradale - un "padroncino" di Campli era stato colpito con un pugno da qualcuno che poi è scappato - i manifestanti si sono divisi fra coloro che volevano restare e coloro che volevano allentare il cordone della protesta. La zona a Colonnella è presidiata da carabinieri e guardia di finanza.
Nella serata di ieri gli automobilisti assiepati lungo la Fondovalle Sangro hanno avuto un incontro con il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio che ha ascoltato le loro ragioni.
FABBRICHE FERME. Il blocco dei Tir paralizza la produzione in alcune fabbriche. All'Amadori di Mosciano, ad esempio, rischia di far morire di fame migliaia di polli a causa della carenza di mangime. L'azienda inoltre non riesce neanche ad andare a prendere gli animali per la lavorazione: gli stabilimenti sono fermi e i dipendenti in ferie. Alla Gelco di Castelnuovo Vomano, che produce caramelle per il gruppo Perfetti, è invece finito lo zucchero. La Rdp di Tortoreto (78 operai) che produce manufatti in cemento oggi è chiusa per il mancato rifornimento di cemento.
In Val di Sangro, assieme alla Sevel, è ferma, da oggi fino a venerdì, la Hydro Alluminio (200 dipendenti). Stop anche per la Irma, la Isringhausen, la Htl, e la ex Ergom, la Bimo e la San Marco. La Honda, altra azienda che non fa magazzino, può fermarsi da domani.
La Fiat Powertrain di contrada Rivolta del Re, a Termoli, ha sospeso la produzione, come il resto delle fabbriche Fiat, fino a nuovo ordine. Il blocco dei Tir rischia di fermare anche la Pilkington (vetro) di Piana Sant'Angelo.
MARINERIA. A Vasto gli armatori hanno riconsegnato simbolicamente al comandante del Circomare ruolini di bordo e la certificazione dell'interruzione delle attività di pesca. I marinai incrociano le braccia contro il caro-gasolio e le disposizioni del governo per il settore ittico. Stessa situazione nei porti di Ortona e Giulianova.

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