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Pescara, 11/04/2026
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Data: 25/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Appalti e favori, Santariga torna libero. L'Aquila, la procura non accetta il verdetto del giudice e ricorre al riesame

L'avvocato Carli «Dagli atti è apparso evidente che è stato preso un abbaglio»

L'AQUILA. Il giudice per le indagini preliminari applicato, Roberto Ferrari smentisce Finanza, pm e il collega di tribunale Marco Billi (che aveva firmato l'arresto) e rimette in libertà il provveditore interregionale alle opere pubbliche Giancarlo Santariga accusato di concussione.
Il provvedimento, alla fine di un interrogatorio durato circa un'ora, è stato firmato nel tardo pomeriggio di lunedì.
Pronta la reazione della procura che ha già depositato un ricorso al tribunale del riesame contro un provvedimento che ha destato perlomeno stupore negli organi investigativi.
Un provvedimento per il quale non esistono esigenze di natura cautelare, smentisce lo stesso ufficio: Roberto Ferrari, giudice da tanti anni nell'organico del tribunale aquilano con altre importanti funzioni, è stato applicato all'ufficio del gip per l'assenza del collega Marco Billi assente per improvvisi impegni di famiglia, il quale aveva autorizzato i domiciliari, chiesti dal pm David Mancini dopo una inchiesta fatta dalla guardia di Finanza.
Ora la liberazione del sospettato mostra come lo stesso tribunale dell'Aquila, sia pure con due soggetti diversi, abbia smentito se stesso soprattutto a fronte di una considerazione di grande significato: Billi, la scorsa settimana, oltre ad emettere le misure cautelari, aveva previsto tre mesi di arresti domiciliari per Santariga, proprio per il pericolo di inquinamento delle prove.
Questo, ovviamente, non toglie valore al pur contestato provvedimento.
Il legale di Santariga, Francesco Carli, ha sottolineato che «era stato da subito evidente che c'era stato un abbaglio, il giudice Ferrari ha ascoltato le ragioni. Ritengo che abbiamo chiarito un aspetto preciso con elementi definitivi, sicuramente sono state fornite notizie sbagliate da parte dell'imprenditore. Ora il dottor Santariga dovrà valutare se le accuse dell'imprenditore sono maliziose, tendenziose oppure dipendono da un errore». Il suo assistito ora potrà tornare a lavorare regolarmente.
Naturalmente, come detto, non finisce qui. Nel senso che la procura, tramite lo stesso pm Mancini, ha presentato a tempi di record un ricorso al tribunale del riesame contro la decisione di rimettere in libertà l'alto burocrate. Un ricorso, per quel poco che si è appreso, dai toni perlomeno duri che contesta sotto tutti i profili la decisione del giudice e che conferma come la rimessione in libertà (dai domiciliari) sia stata considerata una sorta di smacco. Insomma è scontro tra magistrati in seguito a una diversità di vedute sui documenti a loro disposizione.
Il riesame, quando prenderà visione delle carte, potrà decidere in tutte le direzioni, compresa l'ipotesi di rimandare ai domiciliari l'indagato ma in tale caso un ricorso in corte di Cassazione ne bloccherebbe la esecutività. Tutto lascia pensare che la battaglia legale sia solo agli inizi.

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