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Data: 25/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le elezioni a L'Aquila - Destra e sinistra vanno alle primarie. Pdl a congresso il 5 febbraio, consultazioni al centro per il Terzo polo

L'AQUILA. Il Pdl fissa la data del congresso provinciale e punta dritto alle primarie. Una scelta che il Pdl aquilano considera irrinunciabile, al punto da aver già avviato - dopo aver dichiarato l'assoluta indisponibilità ad accettare candidature imposte dall'alto - una serie di consultazioni con i partiti della coalizione.
Il congresso si terrà il 5 febbraio al Canadian. Scontata l'elezione di Alfonso Magliocco e Donato Di Cesare: il primo ricoprirà l'incarico di coordinatore e l'altro di vice. E in sede congressuale dovrebbe spuntare anche il nome del candidato che il Popolo della libertà andrà a schierare alle primarie, che presumibilmente potrebbero tenersi il 12 marzo.
In pole position, per ora, l'assessore provinciale Guido Quintino Liris, espressione dell'attuale maggioranza del partito. Una sfida che vedrà in campo anche La Destra e forse un paio di outsider, uno dei quali potrebbe essere l'ex senatore Enzo Lombardi, che appena qualche mese fa ha lasciato l'incarico di coordinatore cittadino del Pdl. Non dovrebbe essere della partita Futuro e libertà, il cui leader aquilano Enrico Verini, nonstante la disponibilità iniziale, continua a correre per la sua strada e a tappezzare la città di manifesti elettorali.
E al centro punta a rimanere anche l'Udc (all'Aquila in giunta con Cialente), che in un comunicato ha ribadito «la volontà di riaffermare con forza la linea del Terzo polo, con l'invito a tutte le componenti moderate, civiche e cattoliche di costruire insieme una reale alternativa per il superamento dell'attuale assetto bipolare».
In sostanza l'Udc è alla ricerca di un'alleanza elettorale con l'Api (anch'essa nell'esecutivo Cialente) - che, però, ha sospeso la sua decisione dando per certa solamente la non partecipazione alle primarie - e con Verini, al momento già proiettato in una fuga in avanti.
E al centro c'è anche la candidatura di Giorgio De Matteis, il vice presidente del consiglio regionale, leader del Movimento per le autonomie, anch'egli a caccia di alleati. Una soluzione potrebbe arrivare dai "tavoli romani", anche se tutti i protagonisti sono pronti a ribadire che le decisioni dovranno essere prese all'Aquila.
Intanto, i partiti della sinistra hanno deciso la data delle primarie che, per ora, vedono in pista il sindaco uscente Massimo Cialente (il candidato del Pd) e l'ex consigliere comunale Vittorio Festuccia, sostenuto da Sinistra, ecologia e libertà. Alle primarie, fissate per il 4 marzo, hanno aderito, ufficializzando l'appoggio a Cialente, i Comunisti italiani e il Psi. Resta in forse l'adesione di Rifondazione comunista, a cui Sel ha lanciato ieri un nuovo appello. «Le primarie» si legge nel comunicato di Sel «rappresentano uno strumento per provare a superare la frammentazione politica e sociale provocata dal terremoto e la rassegnazione che sta deteriorando le risorse civiche della nostra città. Per questo motivo rinnoviamo l'appello ai partiti del centrosinistra, alla cittadinanza attiva, all'associazionismo, ai movimenti, ai comitati, ai singoli che hanno voglia di non rinunciare alla speranza del cambiamento, a partecipare alle primarie. In particolar modo ci rivolgiamo al partito della Rifondazione comunista che ha posto alcune pregiudiziali programmatiche per costruire alleanze politiche. Le primarie sono per noi e per Festuccia, come anche Rifondazione ha chiesto, il luogo e lo strumento per discutere e costruire il programma di governo per la rinascita e la ricostruzione della città».
L'Italia dei valori, fuori dalla mischia delle primarie, continua a scommettere sulla candidatura a sindaco del consigliere comunale Angelo Mancini che dovrà fare i conti, però, con l'assenza - almeno sulla carta - di possibili alleati.
In corsa per le elezioni anche Ettore Di Cesare, espressione di alcuni comitati cittadini nati dopo il terremoto, la cui candidatura è stata presentata due giorni fa. In campo anche Vincenzo Vittorini, ex presidente della Fondazione 6 aprile per la vita. (m.m.)

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