Campidoglio. Il capogruppo Marroni: «Contrari alla cessione del 40% annunciata da Alemanno»
Sul piede di guerra il gruppo capitolino del Pd guidato da Umberto Marroni, contro l'annuncio del sindaco Gianni Alemanno di un complesso piano di privatizzazioni che dovrebbe portare a cedere ai privati il 40% della holding capitolina. «Siamo sempre stati contrari a privatizzare le aziende erogatrici di servizi primari come l'energia, il trasporto pubblico, i servizi ambientali e soprattutto l'acqua - replica Marroni - per questo se la legge obbliga ingiustamente i Comuni a cedere il 40% delle quote delle partecipate in questi settori, lavoreremo per trovare soluzioni che mantengano il controllo in mano pubblica e la relativa qualità del servizio». In assemblea capitolina, dove tutte le manovre per il riassetto della holding dovranno passare, il Pd annuncia battaglia, a costo di andare contro il piano di privatizzazioni e liberalizzazioni che si sta decidendo proprio a livello nazionale. «Chiariamo subito un punto, il governo Monti non è il Vangelo:le liberalizzazioni sono una cosa, la svendita di un grande patrimonio pubblico un'altra. Peraltro tali politiche rischiano di essere in controtendenza con l'Europa. Infatti nelle grandi capitali i servizi primari come energia, acqua, trasporto, e ambiente sono in mano pubblica. Dove hanno tentato altre strade come in Inghilterra, sono dovuti tornare indietro. Il governo dovrebbe incentivare i comportamenti virtuosi non spolpare ancora una volta il patrimonio dei Comuni». E a proposito di comportamenti virtuosi dei Comuni, proprio il Pd, per oltre un decennio a capo degli esecutivi capitolini, ora viene accusato dalla giunta Alemanno di aver prodotto un buco di bilancio da oltre 12 miliardi: «È il solito scaricabarile di Alemanno di fronte al fallimento della sua amministrazione», si difende Marroni. Che attacca l'attuale Giunta: «Il sindaco dopo quattro anni di governo non ha mantenuto le promesse che aveva fatto in campagna elettorale: dalla sicurezza, che è nettamente peggiorata, al degrado dilagante, fino alla Parentopoli all'Atac e all'Ama. Un bilancio, il suo, veramente deludente. Certo - continua - il centrosinistra ha sicuramente speso i soldi pubblici ma per fare le metropolitane a Roma, e non certo per fare assunzioni clientelari come ha fatto il centrodestra». Polemiche a parte, è tempo di preparasi alla sfida per le elezioni comunali 2013. Alemanno ha già annunciato di volersi ricandidare e punta ad un'alleanza con i centristi. Il Pd, forte della disponibilità di Nicola Zingaretti a partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco, rilancia: «Il Partito democratico e il centrosinistra sono pronti ad affrontare la sfida per ridare a Roma un governo degno della capitale d'Italia - assicura Marroni - la proposta di Nicola Zingaretti è già in campo e sta riscuotendo crescente consenso. Sono sicuro - aggiunge - che i romani di fronte al fallimento di Alemanno sceglieranno il centrosinistra forte della proposta di un candidato sindaco credibile e onesto, un programma serio, fatto di proposte concrete per rilanciare un nuovo ciclo di sviluppo e giustizia sociale». Quanto alle alleanze, il Terzo polo potrebbe essere decisivo. «In Campidoglio il Pd e l'Udc, così come le altre forze del centrosinistra, sono uniti nella battaglia di opposizione alla giunta Alemanno. Il rapporto è di fiducia e reciproca stima - garantisce Marroni - per cui vedo del tutto naturale che alla prossime elezioni il Terzo polo sia una forza determinate per l'alternativa ad Alemanno e al centrodestra. Oggi ad essere isolato è proprio il sindaco, viste le continue defezioni di consiglieri dal Pdl».