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Pescara, 11/04/2026
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Data: 26/01/2012
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
Treni, la protesta sbarca in aula. I consiglieri regionali indossano la maglietta con lo slogan «La Puglia non è un binario morto»

l BARI. Non si arresta la protesta istituzionale in Puglia contro i tagli ai trasporti da parte di Trenitalia. E ieri il consiglio regionale, che aveva già approvato una mozione unitaria per impegnare il governo regionale a sollecitare un intervento dello Stato sulla vicenda dei tagli, è tornato a protestare. Mentre fuori il palazzo di via Capruzzi continua a campeggiare lo striscione «La Puglia non è un binario morto», slogan assunto dalla Regione per la battaglia contro il taglio delle corse notturne, ieri tutti i gruppi consiliari si sono presentati in Aula indossando le magliette con lo slogan di protesta. Prima dell'avvio della seduta, maggioranza e opposizione hanno così voluto testimoniare l'adesione bipartisan alla battaglia «Ridateci i treni» ingaggiata dalla Puglia. Le buone notizie, invece, sul fronte dell'Alta capacità Bari-Napoli, dopo lo sblocco dei fondi Cipe varato dal governo nei giorni scorsi, sono al centro dell'intervento degli industriali baresi. «Finalmente l'Alta capacità Bari-Napoli sta diventando una realtà. Ora però occorre un impegno chiaro del governo nazionale dice il presidente di Confindustria Bari-Bat Michele Vinci - a reperire al più presto i fondi necessari per completare l'opera. Il Governo Centrale - continua Vinci - ha finalmente posto questo collegamento ferroviario al centro di una strategia, più volte annunciata e finora non realizzata, che riconosce l'impor tanza del trasporto ferroviario per lo sviluppo del Mezzogiorno. Tuttavia restano da reperire ancora 3,5 miliardi per rendere operativa la tratta». A questo fine la Puglia e la Campania si sono impegnate in occasione della sottoscrizione del Piano di azione e coesione - a recuperare, dei 3,5 miliardi ancora necessari, circa 800 milioni dal proprio programma di fondi strutturali. «Chiediamo ora al governo - aggiunge ancora Vinci - di porre le condizioni per procedere speditamente verso la realizzazione definitiva di u n'opera che ha una rilevanza non solo regionale, ma nazionale e comunitaria, perché consentirebbe alla parte orientale del paese di riagganciare quella occidentale, dove già corre l'alta velocità, permettendo al Mezzogiorno di connettersi all'Europa. Vogliamo sperare - c o n cl u d e Vinci - che in questa occasione il Mezzogiorno riesca a mettere da parte particolarismi e campanilismi, in un rinnovato spirito unitario, per raggiungere un obiettivo comune e condiviso».

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