Fabbriche chiuse per la carenza di rifornimenti oltre 3mila furgoni in meno prodotti alla Sevel di Atessa
PESCARA. Fabbriche chiuse a causa della carenza di rifornimenti, altre che stanno decidendo se fermarsi, oltre 3mila furgoni in meno alla Sevel e 300 maxi moto e 500 scooter che non usciranno fino a lunedì dalla Honda. E ancora: impianti di benzina che chiudono, prodotti alimentari che cominciano a scarseggiare. In "compenso" i camion dei rifiuti di 53 comuni del Frentano hanno ricominciato a svolgere il servzio di raccolta e conferimento nella discarica di Cerratina, la più grande d'Abruzzo.
LA STIMA. Le conseguenze del blocco dei Tir cominciano a essere pesanti per l'Abruzzo. Anche se per Confindustria è ancora presto fare una stima dei danni, si parte da dieci milioni di euro "accumulati" nei primi due giorni. Basti pensare che solo all'Amadori, azienda agroalimentare di Mosciano che ieri ha dovuto piegarsi alla protesta degli autotrasportatori, calcolano in 2 milioni di euro lo stop produttivo.
CONFINDUSTRIA. Gli autotrasportatori continuano a presidiare i principali caselli autostradali e le strade della regione. Da Val Vibrata a San Salvo, da Brecciarola ad Avezzano, dalla Statale 16 alla Fondovalle Sangro, le lunghe file dei camion rendono problematica la viabilità. «Lo sciopero degli autotrasportatori sta provocando danni per diversi milioni di euro, danni che colpiscono le aziende e, più in generale, la collettività», afferma il vicepresidente di Confindustria Abruzzo, Paolo Primavera che lancia anche un appello ai prefetti abruzzesi affinché «intervengano per rimuovere i blocchi». «Le grandi aziende sono ferme perché gli approvvigionamenti sono sufficienti solo per pochi giorni», evidenzia il vicepresidente di Confindustria, "e ora sono rimaste senza materie prime, con tutti i problemi che ne conseguono, a partire dalla cassa integrazione per i dipendenti».
«Riconosciamo che ci sono alcuni problemi, come i costi eccessivi del carburante, ma non condividiamo le modalità della protesta», osserva Primavera, sottolineando come «in un Paese civile non sia accettabile una cosa del genere».
LE INDUSTRIE. È la Val di Sangro, "cuore" della produzione industriale abruzzese, a essere maggiormente colpita. Alla Sevel di Atessa - multinazionale del gruppo Fiat-Psa, la più grande fabbrica di furgoni con 6mila operai - oggi salgono a otto, con quello di oggi fino alle 14,15, i turni di lavoro saltati. Ciò significa che ogni giorno vanno in fumo oltre mille furgoni. Se si considera che un prezzo medio del Ducato si aggira attorno ai 15mila euro e si moltiplica questa cifra per 3mila, tanti quanti sono i furgoni che non si sono prodotti finora, si può ipotizzare un mancato guadagno per la Fiat di 45milioni di euro. E sarà difficile anche recuperare la produzione. Il problema viene sollevato dalla Fiom, che già nei giorni scorsi aveva auspicato il ricorso alla cassa integrazione per sopperire alla mancata produzione e assicurare la copertura degli stipendi di oltre 6mila lavoratori. E legata alla Sevel c'è la lunga catena delle fabbriche dell'indotto: sono circa 15mila sedili non forniti dalla Isringhausen e centinaia di pezzi prodotti da almeno una decina di altre aziende che non raggiungeranno le linee di montaggio dei furgoni.
Da oggi inoltre si ferma anche la Honda. Il recupero produttivo verrà fatto attraverso la cassa integrazione. Anche in questo caso il fermo forzato è dovuto soprattutto alla situazione di blocco nelle strade con il mancato arrivo di alcuni materiali nonostante la Honda disponesse di diverse scorte. Ma a dettare una "linea prudente" alla casa giapponese delle due ruote è stata anche la difficoltà oggettiva di far uscire la moto completa dallo stabilimento per poi portarla nei vari concessionari. Si riprenderà quindi a regime solo lunedì, se gli autotrasportatori libereranno i blocchi.
All'Amadori di Mosciano - che vede il presidio proprio davanti alla sede dell'azienda avicola - il blocco dei Tir ha reso impossibile l'arrivo degli animali da macellare ma anche l'uscita del prodotto finito: ci sono 15 camion carichi che attendono di uscire per fare le consegne. La carenza di mangime per dar da mangiare ai polli è a "macchia di leopardo": negli allevamenti più sperduti la consegna di mangime è avvenuta tramite furgoncini che hanno eluso i blocchi, ma in molti allevamenti in cui si arriva tramite autostrada, soprattutto nella provincia di Pescara e nel Vastese, la situazione è critica. I dirigenti dell'azienda stimano che il danno, allo stato attuale, superi i 2 milioni di euro, ma potenzialmente salirà di molto in quanto tutta la filiera è stata scombussolata.
ALIMENTARI. Il gruppo marchigiano Gabrielli, che in Abruzzo, tra ipermercati e supermercati, gestisce decine di punti vendita, fa sapere che la situazione causa grosse sofferenze al sistema di approvvigionamento, ma aggiungono «stiamo lavorando per garantire la copertura del servizio». Come? Le aziende si organizzano con furgoni più piccoli, in modo da evitare i blocchi.